Sharon Stone è tornata in passerella dopo circa trent’anni e lo ha fatto scegliendo il palcoscenico più inatteso: la sfilata Vetements Primavera Estate 2027 alla Paris Fashion Week Men’s. Non una semplice apparizione da celebrity, ma un finale costruito come una dichiarazione di moda, età, potere e carisma.
L’attrice americana ha chiuso lo show con un look capace di sintetizzare perfettamente la visione di Guram Gvasalia: blazer bianco oversize, camicia nera, stivali cuissard in vernice e una cravatta indossata al contrario. Un dettaglio solo apparentemente minimo, diventato il simbolo dell’intera collezione.
Vetements ha infatti scelto di partire dal guardaroba dell’ufficio per smontarlo dall’interno. Giacche dai volumi esagerati, camicie fuori posto, orli grezzi, cappotti ribaltati, proporzioni alterate: il dress code aziendale viene trasformato in un linguaggio ironico e destabilizzante, dove l’autorità non viene celebrata ma messa in discussione.
La presenza di Sharon Stone, 67 anni, aggiunge al racconto un valore ancora più forte. Icona di Hollywood, volto di un immaginario che attraversa cinema, moda e cultura pop, l’attrice dimostra che il carisma non ha scadenza e che la passerella contemporanea può diventare anche uno spazio per riscrivere l’idea stessa di età e presenza scenica.
Il suo ritorno non vive di nostalgia. Al contrario, funziona perché Sharon Stone non appare come un omaggio al passato, ma come un corpo vivo dentro il presente della moda. Cammina, occupa lo spazio, impone un’immagine precisa: quella di una donna che non deve dimostrare nulla e proprio per questo riesce ancora a dettare il tono.
La collezione Vetements PE 2027 conferma la direzione intrapresa da Guram Gvasalia: usare la moda come strumento di osservazione sociale. L’ufficio, i ruoli professionali, le gerarchie, il potere maschile della cravatta vengono capovolti e trasformati in materia creativa. Anche la distinzione tra maschile e femminile si fa più fluida, con capi condivisi, silhouette ambigue e accessori che scardinano ogni definizione tradizionale.
Alla fine, l’immagine che resta è quella di Sharon Stone in bianco e nero, elegante e irregolare, classica e sovversiva. Un ritorno che non chiede permesso, ma occupa la scena con naturalezza. E ricorda alla moda una cosa semplice: le vere icone non seguono le regole, le attraversano e le riscrivono.





