Il 2026 si apre con una serie di novità concrete che toccheranno la vita quotidiana degli italiani, dai documenti di identità ai pedaggi autostradali, passando per tasse, sigarette, volontariato e mobilità urbana. Le misure sono contenute nella manovra economica che vale oltre 22 miliardi di euro e ridisegna alcuni aspetti chiave del rapporto tra cittadini e Stato.
Tra i provvedimenti principali ci sono il taglio dell’Irpef dal 35 al 33 per cento sui redditi fino a 50 mila euro, l’esclusione della prima casa dal calcolo dell’Isee entro determinate soglie e la conferma di una flat tax al 5 per cento sugli aumenti contrattuali. Ma accanto alle misure fiscali, il 2026 segna anche una svolta pratica su diritti, costi e servizi.
Pedaggi autostradali: arriva il diritto al rimborso
Dal prossimo anno scatterà il rimborso del pedaggio in caso di ritardi causati da cantieri, incidenti o eventi meteo. Le soglie cambiano in base alla lunghezza del percorso: per i tragitti brevi il rimborso scatta automaticamente, mentre per quelli più lunghi sarà legato a un ritardo minimo. I rimborsi saranno automatici, gestiti attraverso una app unica nazionale, ma resteranno attivi anche canali alternativi per chi non utilizza strumenti digitali. Stesse tutele per pendolari e abbonati.
Addio ai timbri sul passaporto
Ai confini esterni dell’Unione europea entrano in funzione controlli biometrici con impronte digitali e riconoscimento facciale. Il nuovo sistema digitale sostituisce i timbri tradizionali e punta a rendere i controlli più rapidi e sicuri. Per chi viaggia all’interno dell’Ue non cambia nulla, ma per gli spostamenti extraeuropei il passaggio sarà obbligatorio.
La carta d’identità cartacea non vale più per l’estero
Dal 3 agosto 2026 la carta d’identità cartacea non potrà più essere utilizzata per uscire dall’Italia, anche se non scaduta. Per viaggiare servirà la carta d’identità elettronica o il passaporto. I Comuni stanno già invitando i cittadini a sostituire i documenti più vecchi: la procedura richiede prenotazione e ha costi contenuti.
Una tassa sui pacchi extra-Ue
Debutta un contributo di 2 euro su ogni pacco proveniente da Paesi extra-Ue con valore inferiore a 150 euro e soggetto a pratiche doganali. Non riguarda gli acquisti all’interno dell’Unione europea. L’obiettivo dichiarato è riequilibrare i costi tra commercio online e negozi fisici, ma la misura ha già sollevato critiche dal mondo dell’e-commerce.
Sigarette più care
Dal primo gennaio aumentano le accise sul tabacco: il rincaro medio sarà di circa 15 centesimi a pacchetto, con ulteriori aumenti previsti nei prossimi anni. Crescono anche i prezzi dei liquidi per sigarette elettroniche. Una scelta che punta sia a rafforzare le entrate fiscali sia a ridurre il consumo.
Il volontariato diventa un titolo riconosciuto
Il 2026 è l’Anno internazionale del volontariato e segna una svolta importante: le competenze acquisite attraverso attività strutturate di volontariato potranno essere certificate e valorizzate per concorsi, studi e lavoro. Serviranno almeno 60 ore in dodici mesi, all’interno di un progetto formativo definito e documentato.
Car sharing in crisi
Il car sharing non scompare, ma cambia volto. Finisce il modello del parcheggio libero: le auto potranno essere ritirate e riconsegnate solo in punti dedicati. Pesano i costi di gestione, le vandalizzazioni e un mercato che, dopo la pandemia, si è dimezzato. Crescono invece bike sharing e monopattini, soprattutto elettrici.
Il 2026, insomma, non porta una sola grande riforma simbolica, ma una somma di piccoli cambiamenti strutturali che incidono su viaggi, consumi, diritti e abitudini. Una trasformazione silenziosa, ma destinata a farsi sentire.




