Sergio Castellitto è Aldo Moro nella nuova docufiction di Rai1

Martedì 8 Maggio su Rai1 Sergio Castellitto interpreterà l’onorevole e giurista Aldo Moro nella fiction “Aldo Moro – Il professore”  per la regia di Francesco Miccichè.

La fiction prodotta da Rai Fiction ed Aurora Tv  parte dal 16 marzo 1978, giorno del rapimento dell’Onorevole Aldo Moro e viene raccontata attraverso quattro protagonisti, suoi allievi che ripercorrono il rapporto con un Professore speciale che alle lezioni in aula alternava occasioni fuori dall’Università per far conoscere ai suoi studenti la realtà della materia che insegnava.


La carriera universitaria di Aldo Moro iniziò a Bari appena laureato a 22 anni nel 1938. Dopo essere stato ordinario in Diritto Penale alla Facoltà di Giurisprudenza di Bari, Moro è stato docente ordinario alla Sapienza di Roma a partire dal 1° novembre 1963.
Anche nei giorni più difficili e caldi delle contestazioni studentesche, le sue lezioni erano affollate da giovani con idee e ideologie diverse.
Il rapporto con gli studenti non era limitato all’aspetto puramente accademico: oltre alla sua capacità didattica, tutti ricordano la sua personale e totale disponibilità al confronto con gli studenti e la sua capacità e volontà di coinvolgerli in continue iniziative esterne all’Università, ma attinenti ai temi civili e sociali che affrontava nelle lezioni di Procedura Penale, come visitare degli Istituti di pena.
Il punto di vista su Aldo Moro e sui giorni del rapimento viene affidata agli studenti del suo corso e in particolare a una studentessa in procinto di discutere con lui la tesi di laurea, su cui stava faticosamente e appassionatamente lavorando.
Attraverso la docufiction il racconto acquista particolare efficacia ed è possibile far emergere la ricostruzione del pensiero di Moro e il profondo senso dello Stato e della Giustizia che comunicava attraverso le sue lezioni.
Grazie alla collaborazione di Giorgio Balzoni, che ha pubblicato il libro Aldo Moro Il Professore, e alla testimonianza di chi è stato suo allievo soprattutto negli anni Settanta, la docufiction ricostruisce il clima di quel periodo e il pensiero di Moro attraverso la riproposizione di frammenti di lezioni, discussioni nelle aule, esperienze vissute collettivamente.
Protagoniste della fiction sono le speranze di giovani che vogliono che Moro sia liberato non solo per motivi umanitari, ma anche perché hanno condiviso con lui un percorso formativo che viene spezzato, come viene spezzata la loro giovinezza, la docufiction comunica come in quei giorni il dolore e l’angoscia generale vengano vissuti.
Era talmente forte il rapporto che Moro aveva creato con i suoi studenti che indirizzò a loro una sua lettera dalla prigionia, porgendo loro “il suo saluto affettuoso e il rammarico di non poter andare oltre nel corso”.
La sceneggiatura è stata scritta da Franco Bernini, che oltre a essere uno dei migliori autori italiani, con grande esperienza anche di tematiche politiche, in quegli anni era laureando in filosofia.

La docufiction è stata co prodotta da Aurora Tv una società di Banijay Group, uno dei più importanti gruppi televisivi mondiali.
Fondata nel 2013 da Giannandrea Pecorelli e Ambra Banijay, Aurora TV ha coprodotto con Rai Fiction le prime due serie de “Il paradiso delle Signore”, di cui è in preparazione la terza stagione articolata nel formato di 180 puntate da 45’, e la serie “Matrimoni e altre follie” trasmessa da Canale 5 nella primavera 2015. Ha già realizzato sempre con Francesco Micciché e Giovanni Filippetto, due importanti docufiction entrambe trasmesse su Rai Uno in serate evento, la prima dal titolo “Io sono Libero” in occasione del venticinquesimo dalla morte dell’imprenditore palermitano Libero Grassi e “Paolo Borsellino – Ora tocca a me” con Cesare Bocci .