Scary Movie torna a farci ridere: ma il vero mostro, stavolta, è la nostalgia

Ci sono film che tornano perché hanno ancora qualcosa da dire. E poi ci sono film che tornano perché siamo noi ad avere bisogno di riascoltarli.Il ritorno di Scary Movie, a distanza di anni dall’ultimo capitolo davvero memorabile, racconta molto più di una semplice operazione cinematografica. Racconta un’epoca che continua a guardarsi indietro. Un tempo in cui Hollywood sembra incapace di immaginare il futuro senza prima riesumare il passato.

Eppure, davanti alle avventure improbabili di Cindy Campbell, alle battute scorrette di Brenda Meeks e alle provocazioni dei fratelli Wayans, è difficile non provare una strana forma di affetto. Perché Scary Movie non è mai stato un film raffinato. Non ha mai cercato di esserlo.

Era volgare, esagerato, irriverente. E soprattutto era libero.

Libero di prendere in giro tutto e tutti. Libero di trasformare il cinema horror in un gigantesco luna park dell’assurdo. Libero di fare battute che oggi probabilmente finirebbero al centro di infinite discussioni sui social.

Ed è proprio qui che si nasconde il vero fascino di questo ritorno.

Il nuovo Scary Movie non cerca di reinventare la formula. Non vuole stupire con effetti speciali rivoluzionari né con una scrittura sofisticata. Fa esattamente ciò che promette: prende i film horror degli ultimi anni, li smonta pezzo dopo pezzo e li restituisce al pubblico sotto forma di caricatura.

Nel bene e nel male.

Le citazioni si moltiplicano, le gag arrivano a raffica e spesso non tutte colpiscono il bersaglio. Ma non è mai stato questo il punto. La saga ha sempre funzionato seguendo una regola semplice: se una battuta non fa ridere, ne arriverà un’altra trenta secondi dopo.

E poi ci sono loro: Anna Faris e Regina Hall.

Vederle di nuovo insieme sullo schermo è un po’ come ritrovare due vecchie amiche che non sentivi da anni. Il tempo è passato, il cinema è cambiato, il pubblico è cambiato, ma la loro chimica resta intatta. Ogni scena condivisa sembra ricordarci perché questa saga, all’inizio degli anni Duemila, riuscì a diventare un fenomeno globale.

Forse il punto non è stabilire se questo nuovo capitolo fosse davvero necessario.

La domanda giusta è un’altra: perché continuiamo ad avere bisogno di film come questo?

Forse perché viviamo in un momento storico in cui tutto appare tremendamente serio. Ogni parola viene analizzata, ogni opinione sezionata, ogni contenuto trasformato in dibattito permanente. In un contesto del genere, vedere qualcuno che entra a gamba tesa nel nostro immaginario collettivo e decide di ridicolizzarlo può risultare quasi liberatorio.

Certo, molte battute restano ancorate a una comicità elementare. Alcune sembrano provenire direttamente dai primi anni Duemila. Altre fanno sorridere più per nostalgia che per reale brillantezza.

Ma forse è proprio questo il segreto.

Scary Movie non è tornato per dimostrare di essere migliore. È tornato per ricordarci chi era.

Un film che non ha mai avuto paura del cattivo gusto. Un film che non ha mai chiesto il permesso. Un film che continua a lanciare gag contro il muro sperando che almeno qualcuna resti attaccata.

E, sorprendentemente, molte ci riescono ancora.

Alla fine si esce dalla sala con una sensazione curiosa: non quella di aver visto un grande film, ma quella di aver rivisto un vecchio amico che non è cambiato di una virgola.

A volte è un difetto.

Altre volte è esattamente ciò di cui avevamo bisogno.

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Appassionato di cinema, teatro, serie televisive e videogiochi fin da quando ha memoria diplomato alla Scuola Holden di Torino, il suo percorso di studi spazia dalla drammaturgia teatrale alla sceneggiatura, passando per la narrativa tradizionale.