Sanremo2020: ecco le pagelle della prima serata del Festival

Inizia la kermesse del Festival di Sanremo 2020, le polemiche come sempre lasciano spazio alla musica e alla gara che nella prima serata è entrata nel vivo con il primo gruppo di big in gara. Ecco le nostre pagelle.

Irene Grandi – “Finalmente io” 8.5

Irene Grandi parte in quarta con un pezzo che senza troppo ghirigori mette in chiaro che lei è una vera regina del rock. Il brano, neanche a dirlo, è scritto dal duo Vasco Rossi e Gaetano Curreri e sembra essere un vestito su misura che Irene sa portare con fierezza.
Potrebbe meritare il podio, e festeggiare degnamente i primi venticinque anni di carriera, il verso “Da sempre arrabbiata, da sempre sbagliata, è ancora così, perdonami adesso oppure è lo stesso, io son fatta così” trasuda verità. La grinta e la femminilità di Irene sono una garanzia.

Diodato – “Fai rumore” VOTO 8

La vena cantautorale di Diodato si poggia su un inizio al pianoforte per poi slegarsi e svilupparsi in maniera armonica. Nel testo canta: “Ho capito che per quanto io fugga, torno sempre a te”. Il pezzo si apre verso una vocalità d’altri tempi-

Elodie – “Andromeda” VOTO 9

“Dici sono una grande stronza che non ci sa fare”: La partenza di Elodie è col botto e nel bridge rappato strizza l’occhio elettropop, anche se a volte sembra strafare. Il pezzo è scritto da Mahmood e Dario Faini Dardus e solo per questo è una garanzia. L’ ex vincitrice di Amici ha saputo cambiare pelle per aggiornarsi e ci è riuscita con grande stile facendo centro.

Raphael Gualazzi – “Carioca” VOTO 7.5

Gualazzi è una perla rara nel panorama musicale italiano, sempre pronto a divertire e diversi e questo pezzo di Davide Petrella segue questo trend. Ritroveremo questo brano nei migliori bar di Caracas o alle prime tre posizioni del Festival di Sanremo. Simpatica l’incursione della band e la voglia di prendersi poco sul serio.

Achille Lauro – “Me ne frego” VOTO 7

Sanremo paga i suoi debiti l’anno dopo e forse Achille Lauro quest’anno raccoglierà i frutti seminati l’anno scorso. Il pezzo di quest’anno è una bomba elettrodance e parla di fregarsene di tutto quando si ama qualcuno: “Dimmi una bugia me la bevo (…) prenditi gioco di me che ci credo, s’amore è panna montata al veleno”. La direzione artistica di Achille Lauro è senza bussola e forse ci piace proprio per questo

Marco Masini – “Il confronto” VOTO 7

Il confronto”di Marco Masini è un confronto con se stesso: “Ma cosa aspetti a dire basta e in quello specchio a urlare cambia faccia”. In questo brano la voce del cantante toscano sembra essere l’assoluta protagonista. Il talento resiste al tempo.

Rita Pavone – “Niente (Resilienza 74)” VOTO 7

Rita Pavone vuole ritornare in radio e a Sanremo porta un pezzo grintoso ed audace: “Niente, qui non succede proprio niente, e intanto il tempo passa e se ne va, meglio cadere sopra un’isola o un reality che qualche stronzo voterà”. Il brano sfiora l’eccessivo restando però in piedi…e saltando sul posto, non cade ma stupisce e tanto basta. Resiliente direi che è proprio il termine giusto.

Alberto Urso – “Il sole ad est” VOTO 6 –

Cosa c’è di più romantico della strofa: “Per te ho nel cuore il sole ad Est e nel mondo ovunque vada, mi ricorderà la strada che porta fino a te”. Il pezzo gioca con l’orchestra, la voce di Alberto Urso è quella di un tenore, l’effetto simile a “”l Volo” è molto rischioso…ma si riesce ad evitare.

Anastasio – “Rosso di rabbia” VOTO 6+

L’ ex vincitore di XFactor parte bene con un brano che unisce rap, blues e rap. Nel testo e nell’interpretazione c’è molta rabbia e voglia di riscatto. Piacevole la citazione a De Andrè
(“Il sabotatore, sai, deve sabotarsi”). Si nasce da incendiari, il rischio rimane quello di morire da pompieri.

Le Vibrazioni – “Dov’è” VOTO 9

Le Vibrazioni fanno letteralmente vibrare le poltrone del Ariston, e svegliano il pubblico dal torpore…Raramente il gruppo milanese ha mai sbagliato un singolo, figuriamoci un pezzo per Sanremo. Tutto a gonfie vele…

Riki – “Lo sappiamo entrambi” VOTO 6

Riki porta a Sanremo il pezzo che ci si può aspettare da lui. Un brano pop senza troppe pretese che però risulta orecchiabile e radio friendly. Lo zoccolo duro delle sue fans non ne rimane certo deluso ma forse un azzardo in più ci stava…

Amadeus e Fiorello – VOTO 9 Semplicemente una coppia di amici che, dopo tanti anni, realizza un sogno irraggiungibile. Nessuna rivalità ma solamente tanto affetto e sincerità che il pubblico ha saputo apprezzare. Bravi

Tiziano Ferro – VOTO 8: a lui il difficile compito di celebrare la storia della kermesse con una serie di cover emozionanti ed intense che Tiziano sa rendere sue con estrema naturalezza.

Albano e Romina La storia della musica italiana non può essere riassunta in un voto. Semplicemente giganti.

Rula Jebreal e Diletta Leotta -VOTO 7 Le ragazze ce la mettono tutta e portano sul palco dell’Ariston messaggi importanti come quello sulla violenza sulle donne e sul tempo che passa, le scelte autorali però non brillano per originalità e appesantiscono un po’ troppo il ritmo.

Simone Intermite