Sanremo: morto un Papa, se ne fa un altro – Le critiche dei Big alla passata stagione di Amadeus

Sanremo 2025 è quasi giunto al termine, e il verdetto è chiaro: gli ascolti e l’affetto del pubblico hanno premiato la visione del nuovo direttore artistico. Carlo Conti, con il suo stile rassicurante e il mix tra tradizione e innovazione, ha riportato il Festival ai suoi fasti, nonostante le critiche e le ombre lasciate dalla gestione precedente.

Nonostante il passaggio di testimone tra Amadeus e Conti sia avvenuto con toni istituzionali e apparentemente pacifici, nel sottobosco musicale e mediatico non sono mancate le polemiche. Diversi artisti, tra cui Simone Cristicchi, Piero Aragozzini e Morgan, hanno espresso giudizi severi sul quinquennio di Amadeus, accusandolo di aver trasformato il Festival in un evento troppo televisivo e meno attento alla qualità musicale.

Cristicchi: “Sanremo ha perso il suo spessore culturale”

Simone Cristicchi, che ha calcato il palco dell’Ariston più volte con brani dalla forte impronta cantautorale, ha lamentato una deriva pop-commerciale dei tempi di Amadeus che, a suo dire, avrebbe penalizzato la musica d’autore: “Sanremo ha perso il suo spessore culturale. Si è preferito l’hype ai contenuti, i numeri TikTok alla profondità delle canzoni”. Il suo ritorno in gara quest’anno è stato quasi una dichiarazione d’intenti: riportare un certo tipo di musica al centro della scena.

Aragozzini: “Sanremo non può essere una playlist di Spotify”

Piero Aragozzini, storico organizzatore del Festival ai tempi di Toto Cutugno e Al Bano, ha criticato apertamente la selezione musicale degli ultimi anni: “Sanremo non può diventare una playlist di Spotify. Servono scelte più ponderate, che rispettino la storia della musica italiana”. Secondo lui, il Festival sotto Amadeus avrebbe puntato troppo sulle mode del momento, perdendo il suo equilibrio tra passato e futuro. “Si credeva Gesù Cristo” ha chiosato.

Morgan e l’attacco frontale: “Festival guidato dagli algoritmi”

Non poteva mancare Morgan, da sempre voce fuori dal coro, che ha attaccato senza mezzi termini la gestione del Festival precedente: “Ormai decidono tutto gli algoritmi. Le canzoni in gara sono quelle che funzionano sui social, non quelle con un reale valore artistico”. Il cantautore ha anche accusato la selezione di essere influenzata più dalle case discografiche che da una reale ricerca musicale.

Musica, ascolti e nuove sfide

Nonostante le polemiche, Sanremo 2025 ha dimostrato che il Festival può evolversi senza perdere la sua centralità. Il miniconcerto di Mahmood ha aggiunto un tocco di eleganza alla serata duetti, mentre Carlo Conti ha riportato ordine e rigore alla kermesse, senza rinunciare allo spettacolo.

Chi avrà ragione nel lungo periodo? Il tempo lo dirà. Per ora, il sipario cala su un’edizione che ha segnato un nuovo capitolo nella storia del Festival. Carlo Conti ha vinto la sua sfida: la musica ha parlato e il pubblico ha ascoltato.

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Stefano Germano, laureato presso l'IULM, è un appassionato di TV e cultura moderna e new media è sempre alla ricerca delle storie più intriganti e delle tendenze culturali del momento.