La serata dei duetti è, ogni anno, il momento in cui il Festival smette di essere soltanto una gara e diventa racconto collettivo. Le canzoni del passato tornano a vivere attraverso nuove sensibilità, gli artisti si misurano con la memoria emotiva del pubblico e l’Ariston si trasforma in un ponte tra generazioni.
L’edizione 2026 non ha fatto eccezione: tra omaggi rispettosi, riletture contemporanee e qualche scelta meno felice, la notte delle cover ha regalato momenti di autentica magia, performance corali e interpretazioni capaci di superare la dimensione televisiva per diventare esperienza condivisa.
Ecco le pagelle complete della serata.
Patty Pravo & Timofej Andrijashenko – “Ti lascio una canzone”
Voto: 7
Patty Pravo non entra in scena: discende come un simbolo. La sua voce conserva il fascino di un tempo sospeso e la sua presenza scenica trasforma l’esibizione in un momento quasi rituale. Non è nostalgia: è storia viva della musica italiana.
Arisa & Coro del Teatro Regio di Parma – “Quello che le donne non dicono”
Voto: 7
Parte senza base, fragile e nuda, poi il coro entra come un respiro collettivo. Gli archi amplificano l’emozione e Arisa dimostra ancora una volta una dote interpretativa rara. Una performance da pelle d’oca.
Ditonellapiaga & TonyPitony – “The Lady Is a Tramp”
Voto: 9
Atmosfera da Broadway, eleganza swing e un gusto scenico raffinato. L’orchestra accompagna con precisione cinematografica. Ditonellapiaga domina la scena con ironia e stile. Internazionale.
Tredici Pietro con Galeffi & Fudasca (e l’apparizione di Morandi) – “Vita”
Voto: 10
Quando Gianni Morandi entra in scena, il tempo si ferma. L’incontro tra generazioni diventa il vero spettacolo. Emozione autentica, non costruita.
Dargen D’Amico & Pupo – “Su di noi”
Voto: 10
Dargen non canta soltanto: trasforma la cover in linguaggio contemporaneo. Il messaggio contro guerra e armi attraversa il teatro con eleganza e lucidità. Pop intelligente, necessario, attuale.
J-Ax & Ligera County Fam – “E la vita, la vita”
Voto: 9
Una festa popolare, milanese nello spirito e universale nel linguaggio. Ironia, coralità e ritmo trasformano il brano in un momento di partecipazione collettiva. Energia contagiosa.
Malika Ayane & Claudio Santamaria – “Mi sei scoppiato dentro il cuore”
Voto: 10
Voce cristallina, controllo emotivo assoluto, eleganza interpretativa. Malika attraversa il brano con delicatezza e intensità, dimostrando ancora una volta la sua raffinatezza artistica.
LDA & Aka7even & Tullio De Piscopo – “Andamento lento”
Voto: 7
Il pianoforte restituisce profondità e l’energia ritmica funziona. La performance convince e conquista il pubblico.
Sayf con Alex Britti & Mario Biondi – “Hit the Road Jack”
Voto: 7
Groove elegante, interplay musicale raffinato e finale strumentale di grande classe. Una sorpresa.
Tommaso Paradiso & Stadio – “L’ultima luna”
Voto: 6
Interpretazione rispettosa e coerente con lo spirito dell’originale. Non sorprende, ma funziona.
Michele Bravi & Fiorella Mannoia – “Domani è un altro giorno”
Voto: 7
Misura, sensibilità e delicatezza. Un duetto sobrio che punta sull’intensità emotiva.
Serena Brancale & Gregory Porter – “Bésame Mucho”
Voto: 9
Raffinata atmosfera jazz da club internazionale. Forse più adatta a un teatro raccolto che all’Ariston.
Enrico Nigiotti & Alfa – “En e Xanax”
Voto: 7
Voci complementari e atmosfera intima. Un’interpretazione piacevole e credibile.
Maria Antonietta & Colombre & Brunori Sas – “Il mondo”
Voto: 7
Eleganza rétro e precisione musicale. Un’estetica d’altri tempi che conquista per coerenza.
Elettra Lamborghini & Las Ketchup – “Aserejé”
Voto: 6
Intrattenimento leggero e nostalgico. Funziona come momento di spettacolo puro.
Levante & Gaia – “I maschi”
Voto: 6
Performance scenica e sensuale, ma distante dall’intensità dell’originale.
Le Bambole di Pezza & Cristina D’Avena – “Occhi di gatto”
Voto: 6+
Energia rock e impatto sonoro potente. Operazione divertente, ma non del tutto centrata.
Francesco Renga & Giusy Ferreri – “Ragazzo solo, ragazza sola”
Voto: 7
Esecuzione piacevole ma emotivamente trattenuta.
Fulminacci & Francesca Fagnani – “Parole Parole”
Voto: 6
Fulminacci resta impeccabile, ma l’insieme non decolla.
Mara Sattei & Mecna – “L’ultimo bacio”
Voto: 5
Brano complesso e interpretazione fragile. Manca incisività.
Eddie Brock & Fabrizio Moro – “Portami via”
Voto: 6
Il duetto funziona solo a tratti. Non lascia un segno.
Raf & The Kolors – “The Riddle”
Voto: 5
Buon impatto visivo, ma resa vocale incerta e poco incisiva.
Samurai Jay, Belén Rodríguez & Roy Paci – “Baila Morena”
Voto: 6
Tanta scena, poca sostanza. Un’esibizione che scivola via senza emozione.
Perfetto — ecco solo le pagelle mancanti della serata cover.
Sal Da Vinci & Michele Zarrillo – “Cinque giorni”
Voto: 8
Due voci che appartengono alla grande tradizione melodica italiana. L’interpretazione è intensa, elegante e priva di eccessi. Non cercano effetti speciali: puntano sull’emozione e sulla solidità vocale. Il risultato è un momento di autentica canzone d’autore.
Fedez & Marco Masini feat. Stjepan Hauser – “Meravigliosa creatura”
Voto: 9
Una rilettura potente e stratificata. Masini porta la profondità emotiva, Fedez introduce una sensibilità contemporanea, mentre il violoncello di Hauser amplifica la dimensione epica del brano. Performance intensa e cinematografica.
Ermal Meta & Dardust – “Golden Hour”
Voto: 9
Minimalismo emotivo e raffinatezza sonora. Il pianoforte di Dardust costruisce paesaggi sonori sospesi su cui la voce di Meta si muove con delicatezza e precisione. Un momento di rara eleganza musicale.
Nayt & Joan Thiele – “La canzone dell’amore perduto”
Voto: 8,5
Rilettura intima e contemporanea del capolavoro di De André. Nayt sorprende per misura e profondità, Joan Thiele aggiunge un timbro etereo e sofisticato. Atmosfera sospesa, emotivamente credibile.
Luchè & Gianluca Grignani – “Falco a metà”
Voto: 7,5
Incontro tra urban e rock d’autore. Grignani dona autenticità e graffio emotivo, Luchè aggiunge una sensibilità moderna. Non sempre perfettamente amalgamati, ma il dialogo tra mondi diversi è interessante.
Chiello & Saverio Cigarini – “Mi sono innamorato di te”
Voto: 9
Spoglia, fragile, intensissima. Solo voce e pianoforte per una delle esibizioni più intime della serata. Chiello evita manierismi e lascia spazio alla vulnerabilità emotiva. Il silenzio dell’Ariston vale quanto l’applauso.
Leo Gassmann & Aiello – “Era già tutto previsto”
Voto: 7
Un omaggio rispettoso e malinconico. Le voci si intrecciano con delicatezza, restituendo la poesia del brano. Manca il guizzo interpretativo, ma l’atmosfera resta coerente e suggestiva.




