SANREMO – La questione della scarsa presenza femminile al Festival di Sanremo 2026 irrompe in sala stampa e diventa uno dei temi più discussi di questa edizione. A sollevare il dibattito sono state alcune domande dei giornalisti rivolte al direttore artistico Carlo Conti, chiamato a spiegare perché tra i Big in gara le donne siano meno rappresentate rispetto agli uomini.
Conti ha risposto senza esitazioni, rivendicando la responsabilità delle scelte artistiche: «Io scelgo in base alle canzoni che vengono presentate». Il direttore artistico ha paragonato la selezione a quella di un fioraio: si valuta ciò che è disponibile e si decide di conseguenza. Secondo Conti, quest’anno la produzione discografica maschile sarebbe stata più consistente, mentre le proposte femminili sarebbero state meno numerose. «È come il vino: si va ad annate», ha aggiunto, sottolineando che si tratta di una dinamica ciclica e non di una scelta ideologica.
Le parole del conduttore non hanno placato del tutto le critiche, riaccendendo il confronto sul ruolo e sulla visibilità delle donne nella musica italiana contemporanea. Il tema della rappresentanza femminile, già emerso negli anni scorsi, torna così al centro del dibattito culturale che circonda il Festival.
A intervenire indirettamente sul clima della conferenza è stata anche Irina Shayk, supermodella russa e co-conduttrice della terza serata. Accolta con grande curiosità dai giornalisti, Shayk ha scelto di mantenere un tono leggero e inclusivo, evitando temi geopolitici: «Sono qui per celebrare l’amore, la musica e l’energia positiva», ha dichiarato, precisando di non voler rilasciare commenti politici sulla situazione internazionale.
Con il suo stile diretto e sorridente, la modella ha poi ribadito il messaggio universale che intende portare sul palco dell’Ariston: unità, bellezza e sentimento. Alla domanda sul suo rapporto con il pubblico e con l’atmosfera sanremese, avrebbe risposto con semplicità: «Amo l’amore, amo gli uomini e amo celebrare ciò che unisce le persone», parole che hanno contribuito a stemperare le tensioni della mattinata.
Mentre il Festival prosegue tra ascolti in crescita e polemiche inevitabili, la discussione sulla presenza femminile resta aperta. Sanremo, ancora una volta, non è solo musica: è uno specchio del Paese e delle sue trasformazioni culturali.




