“Per sempre sì” di Sal Da Vinci conquista l’Ariston e chiude la settimana con un finale da film: prima il coro in platea, poi l’emozione che rompe la voce, infine il verdetto. Nel cuore del brano c’è anche la penna di Federica Abbate, che nel Salotto di Domanipress racconta cosa significa vivere con due anime — autrice e performer — senza tradirne nessuna.
È la traiettoria perfetta: quella che parte da una canzone che “resta addosso” e arriva a un teatro che la fa propria. Sal Da Vinci ha vinto il Festival di Sanremo 2026 con “Per sempre sì”, trasformando la sua esibizione in un crescendo collettivo: il pubblico lo aspetta, lo chiama, lo accompagna. E quando l’emozione gli sale in gola, l’Ariston fa la cosa più semplice e più rara: si ferma, e ascolta.
Il brano — già accolto come potenziale colonna sonora di promesse e fotografie di coppia — è diventato un piccolo rito pop. Un “sì” ripetuto come una formula, ma con la fragilità giusta: quella che non finge sicurezza, la costruisce cantando.
Dentro questa vittoria c’è anche una squadra di firme. Tra gli autori del testo figurano Federica Abbate, Alessandro La Cava e Alessandro Da Vinci. E proprio Abbate — autrice di hit che hanno attraversato radio, streaming e palchi — è stata ospite di Domanipress per raccontare cosa succede quando la scrittura non è solo mestiere, ma identità.
Federica Abbate: quando l’autrice e la performer camminano insieme
Nel Salotto di Domanipress, Abbate mette a fuoco una verità che somiglia a una dichiarazione d’amore verso il proprio lavoro: non esiste una parte “dietro” e una “davanti”. Esiste un filo unico, che parte dalla scrittura e arriva alla voce senza spezzarsi.
Se ti sdoppiassi, da una parte l’autrice, dall’altra la performer: quale delle due saresti più felice di essere?
«Non potrei separarle. Scrivere è la mia origine, ma cantare è diventato la mia voce. Ogni parola che canto nasce da qualcosa che ho scritto per me stessa. E quando la canto, diventa vera. Non potrei mai cantare un pezzo scritto da qualcun altro. La mia voce non avrebbe senso, sarebbe solo suono. Invece per me la voce è carne, è verità. Le due anime devono camminare insieme, anche se a volte faticano a stare al passo.»
C’è un segreto per scrivere una hit? Un filo rosso che le lega tutte?
«Non credo ci sia una formula, e se c’è, non l’ho mai seguita. Ma sento che dentro di me c’è un istinto naturale per le melodie che restano, quelle che ti si attaccano addosso. Lo faccio senza volerlo, non è una strategia. E quando scrivo, non penso subito a chi andrà quel pezzo. Lo lascio libero. Poi, solo dopo, capisco se è una canzone da donare o da custodire per me. Ci sono brani che nascono con il mio respiro, e allora li tengo. Altri li immagino con la voce di qualcun altro. È un gioco di empatia e intuizione.»
Guarda l’intervista completa su Domanipress:
Video intervista esclusiva a Federica Abbate
Classifica finale — Festival di Sanremo 2026
- Sal Da Vinci – Saremo io e te
- Sayf – Tu mi piaci
- Ditonellapiaga – Che fastidio
- Arisa – Magica favola
- Fedez & Masini – Maschio necessario
- Nayt – Prima che
- Fulminacci – Stupida Fortuna
- Ermal Meta – Stella Stellina
- Serena Brancale – Qui con me
- Tommaso Paradiso – I romantici
- LDA & AKA 7even – Poesie clandestine
- Luchè – Labirinto
- Bambole di Pezza – Resta con me
- Levante – Sei tu
- J-Ax – Pacchetto iniziale Italia
- Tredici Pietro – Uomo che cade
- Samurai Jay – Ossessione
- Raf – Ora e per sempre
- Malika Ayane – Animali notturni
- Enrico Nigiotti – Ogni volta che non so volare
- Maria Antonietta & Colombre – La felicità e basta
- Michele Bravi – Prima o poi
- Francesco Renga – Il meglio di me
- Patty Pravo – Opera
- Chiello – Ti penso sempre
- Elettra Lamborghini – Voilà
- Dargen D’Amico – AI AI
- Leo Gassmann – Naturale
- Mara Sattei – Le cose che non sai di me
- Eddie Brock – Avvoltoi




