Sanremo 2026, Amedeo Minghi contro Carlo Conti: «A lui le mie canzoni non piacciono»

Alla vigilia del Festival di Sanremo 2026 scoppia una polemica inattesa che coinvolge Amedeo Minghi e il direttore artistico Carlo Conti. Al centro del botta e risposta, il mancato premio alla carriera al cantautore romano, che ha deciso di affidare ai social il proprio sfogo, ricevendo poi una replica ufficiale in conferenza stampa.

Lo sfogo di Minghi

Tutto nasce da un post su Facebook con cui Minghi risponde ai fan delusi per l’assenza del riconoscimento:

«Non discuto l’operato di Conti, che reputo serio e professionale, ma devo prendere atto che evidentemente a lui le mie canzoni non piacciono. Anche lo scorso anno gli feci ascoltare un brano che definì “geniale”, ma che non prese».

Il cantautore ha sottolineato come il premio sarebbe stato un riconoscimento non solo personale ma anche per il pubblico che lo segue da decenni, annunciando inoltre l’intenzione di far ascoltare ai fan il brano rifiutato.

La replica di Carlo Conti

Durante la conferenza stampa odierna, Conti ha risposto in modo diretto:

«Amedeo Minghi non aveva presentato alcun brano quest’anno. Io dormo tranquillo: con tutti i cantanti dico sempre che tra il dire e il fare non c’è il mare ma un oceano».

Sul tema del premio alla carriera ha precisato:

«Ho convinto il Comune di Sanremo ad assegnarne già tre quest’anno. Spero che il prossimo direttore artistico possa premiare Minghi, Cocciante e tanti altri che lo meritano».

Nel 2026 il riconoscimento sarà assegnato a Mogol, Caterina Caselli e Fausto Leali.

La controreplica: «Non volevo partecipare»

Poco dopo, Minghi è tornato sui social chiarendo la sua posizione:

«È vero, non ho presentato nessun brano perché non intendevo partecipare. L’idea era quella del premio alla carriera, che esula dalla gara e riguarda sessant’anni di lavoro».

Una lunga storia con l’Ariston

Il legame tra Minghi e Sanremo è profondo: autore, produttore e interprete, ha firmato pagine importanti della storia del Festival. Tra i momenti più memorabili, il terzo posto nel 1990 con Vattene amore in coppia con Mietta e la vittoria come autore nel 1989 con Canzoni, premiata anche dalla critica.

La polemica, esplosa a poche ore dall’inizio del Festival, aggiunge tensione e nostalgia a un’edizione già carica di aspettative, riaprendo il dibattito su memoria, merito e riconoscimento nella musica italiana.

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Stefano Germano, laureato presso l'IULM, è un appassionato di TV e cultura moderna e new media è sempre alla ricerca delle storie più intriganti e delle tendenze culturali del momento.