Sanremo 2020: ecco le pagelle della seconda puntata nel segno della tradizione

Seconda serata del Festival all’insegna della tradizione nazional popolare con due mostri sacri della musica italiana come i Ricchi e Poveri e Massimo Ranieri. Continua la gara dei big e la gara dei giovani. Ecco le nostre pagelle:

Giordana Angi – “Come mia madre” VOTO 7

Una ballata dedicata alla mamma è quanto di più sanremese possa essere portato sul palco dell’Ariston. Giordana gioca bene le sue carte ma non brilla per originalità…L’interpretazione però la fa volare in alto, la voce è molto caratterizzante e mai banale.

Francesco Gabbani – “Viceversa” VOTO 6

Cadere nella replica di “Occidentali’s Karma” era facile invece Francesco Gabbani prende un’altra strada, cambiando le regole del pop, restando fedele a se stesso. L’operazione è riuscita e la scimmia non ci manca di certo. Non è catchy ma rimane in testa.

Paolo Jannacci – “Voglio parlarti adessoVOTO 8

Jannacci non è solo “un figlio di” ma un cantautore di sicuro pregio. Il pezzo è dedicato alla figlia e in questa edizione del Festival particolarmente family friendly sembra essere in perfetta armonia. L’orchestra completa il tutto con un supporto importante.

Elettra Lamborghini – “Musica (e il resto scompare)” VOTO 9

Elettra Lamborghini è riuscita nel difficile compito di ritagliarsi un ruolo nel panorama musicale internazionale proponendo il suo personaggio, fuori dalle righe, al servizio della musica. Il pezzo sembra riprendere la scuola delle influenze latine di JLO senza esserne però una copia…Funziona ed anche bene. Il pezzo è una bomba ed Elettra si muove sul palco con la disinvoltura delle star.

Junior Cally – “No grazie” VOTO 7

In questa sede di recensione cerchiamo di scongiurare ogni forma di pregiudizio relativo all’artista e ad alcuni suoi testi ritenuti, a ragione, particolarmente lesivi nei confronti delle donne. Oltre ogni polemica, restando nel perimetro del brano si può dire che il pezzo arriva dritto ed è musicalmente coerente con il percorso del rapper mascherato.

Levante – “TikiBomBom” VOTO 9.5

La cantautrice siciliana trapiantata a Torino porta al Festival il brano che tutti ci aspettavamo da lei. Nel testo si racconta di maschilismo e della società estremamente bigotta con la nota tagliente a cui ci abituato in questi anni. Levante è una rarità nel panorama musicale italiano ed una delle poche cantautrici capaci di trattare temi importanti stilisticamente in perfetto equilibro tra il mainstream e l’indie. Il pezzo di Sanremo non delude le aspettative e le supera pienamente.

Enrico Nigiotti – “Baciami adesso” VOTO 7

Enrico Nigiotti non gioca la carta del coraggio e presenta al Festival di Sanremo una ballata che parla d’amore senza troppi fronzoli. L’ arpa incornicia un testo che nel suo stile rievoca immagini ed emozioni. Merita qualche ascolto in più

Piero Pelù – “Gigante” 8

Piero Pelù torna in veste di nonno rock percorrendo una strada lontana dai fasti dei Litfiba ma sicuramente maggiormente in linea rispetto alle sue ultime produzioni da solista con una aggiunta agrodolce…Il diablo del rock è tornato.

Pinguini Tattici Nucleari – “Ringo Star” VOTO 7

Una vera e propria sorpresa, giocare senza aspettative alle spalle sicuramente è un vantaggio che i Pinguini hanno sfruttato al meglio il brano racconta la storia di chi non ambisce a essere primo, ma ha Ringo Star nel cuore. Ci ricordano il Primo Maggio e ci piace.

Rancore – “Eden” VOTO 6

L’ Eden di Rancore e tutt’altro che un brano sanremese ma un brano di forte denuncia sociale firmato da Dario Dardust Faini che parla di America ed imperialisti, passando dagli Usa dell’11 settembre alla Siria, con estrema nonchalance. Questo è un pezzo definitivo, una pietra miliare per la carriera di Rancore che siamo sicuri sarà sempre più in ascesa

Tosca – “Ho amato tutto” VOTO 7

Fortunatamente a dispetto di Ron non la incontriamo tra cent’anni ma ora sul palco di Sanremo 2020. Tosca è stata una delle interpreti più sottovalutate tra le vincitrici del festival, nonostante abbia sempre lavorato sodo per raggiungere alti livelli qualitativi sia in chiave interpretativa che autorale. “Ho amato tutto” è forse un mezzo tono più basso rispetto al suo standard…ma crescerà con gli ascolti

Michele Zarrillo – “Nell’estasi o nel fango” VOTO 6

Si parte con una nota di blues e si arriva ad una svolta elettropop.
“Io resto ancora in piedi sia nell’estasi o nel fango, non m’importa quanta forza servirà” canta nell’inciso che convince e coinvolge. Sembra ritornato ai tempi dell’album “Liberosentire”, artisticamente resta però da capire se si tratta di una vera metamorfosi o di un semplice “canto del cigno”.

 Ospiti

I Ricchi e Poveri e Massimo Ranieri: praticamente due punti fermi della musica italiana giustamente celebrati sul palco dell’Ariston. La loro carriera è apprezzata quasi più all’estero che in italia, nessuno è profeta in patria. Piccola nota stonata nelle reunion de “I ricchi e poveri” il playback sui brani del medley. Perchè sprecare un occasione così importante?

Zucchero: Quando arriva lui il Festival si colora e vola alto. E pensare che Sanremo non credette in lui…ma il tempo si sa, è cavaliere…

Gigi D’Alessio: il cantante partenopeo calca il palco dell’Ariston per celebrare i 20 anni di “Non dirgli mai”, tutto molto bello ma siamo quasi all’una di notte.

Lo show VOTO 7: Fiorello ed Amadeus scherzano come due vecchi amici rendendo l’atmosfera di Sanremo meno ingessata del solito…Qualche volta manca la sacralità baudiana, da rivedere anche a durata fin troppo prolungata per essere una serata del giovedì sera. “In medius stat virtus” speriamo che non degenerino troppo nelle prossime puntate, siamo già al limite. Bene le presentatrici giornaliste e Sabrina Salerno che ha saputo donare un tocco di colore rosa fluo anni ’80.

Simone Intermite