Rosalía ha acceso una candela nel club e l’ha chiamata “Lux”

Dopo mesi di mistero e teaser criptici sui social, Rosalía torna a brillare con il suo nuovo e visionario progetto: “Lux”, un album che va oltre i confini del suono e della lingua, unendo spiritualità, sperimentazione e identità in un’unica, potentissima opera d’arte.

Presentato al MNAC di Barcellona con una performance immersiva in collaborazione con Gucci e la London Symphonic Orchestra, Lux rappresenta un vero e proprio rito collettivo: un viaggio tra epoche e culture, dove la voce della cantautrice catalana diventa strumento sacro e linguaggio universale.

Un viaggio mistico tra suoni e lingue

In Lux, Rosalía canta in quattordici lingue — dal catalano al giapponese, dall’arabo al latino — trasformando ogni idioma in un colore dell’anima. L’artista fonde il minimalismo elettronico di Motomami con una dimensione barocca e sinfonica, trovando un equilibrio perfetto tra carne e spirito, tra fede e desiderio.

Brani come “Mio Cristo Piange Diamante” in italiano, “Focu’ranni” in siciliano o “Jeanne” in francese tracciano una mappa sonora che abbraccia continenti e identità, restituendo alla musica quella funzione rituale e catartica che sembra ormai perduta.

Tra santi, mistiche e poesia femminile

Le ispirazioni di Lux affondano nella spiritualità femminile. Rosalía racconta di essersi lasciata guidare dalle figure di Santa Lucia, Giovanna d’Arco e Santa Chiara d’Assisi, ma anche dalle parole di Clarice Lispector e Simone Weil.
«Volevo scrivere un album che parlasse di amicizia sacra, di legami che superano il tempo e il corpo», ha spiegato a Zane Lowe su Apple Music.
Il risultato è un disco che attraversa il divino e il terreno, dove la mistica diventa pop e il sacrificio si trasforma in bellezza.

“Berghain”: la nascita del nuovo suono di Rosalía

Il primo singolo, “Berghain”, realizzato con Björk e Yves Tumor, è un battesimo sonoro. Unisce la sacralità orchestrale a un’estetica post-industriale, evocando il leggendario club berlinese da cui prende il nome.
Nel video, diretto da CANADA, la cantante appare come una moderna santa urbana: fedele, imperfetta, terrena. Un’immagine che fonde religione e quotidianità, come se ogni gesto — anche il più semplice — potesse diventare un atto di preghiera.

Un nuovo capitolo di libertà

Con Lux, Rosalía firma il suo lavoro più ambizioso, spirituale e coraggioso. È la consacrazione definitiva di un’artista che ha trasformato la contaminazione in linguaggio, la diversità in arte e la musica in una liturgia contemporanea.
Non è solo un album: è un atto di fede nella libertà creativa, un faro che illumina la scena musicale globale e ridefinisce ciò che significa essere una popstar nel 2025.

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Stefano Germano, laureato presso l'IULM, è un appassionato di TV e cultura moderna e new media è sempre alla ricerca delle storie più intriganti e delle tendenze culturali del momento.