Roberto Benigni, il nuovo viaggio nel cuore di Pietro: “Mi sono innamorato di lui, perché è proprio come noi”

Roma – Roberto Benigni torna in tv con un altro dei suoi racconti-monumento, quelli che negli ultimi vent’anni hanno riscritto il rapporto tra televisione pubblica, cultura e narrazione popolare. Dopo Dante, la Costituzione, San Francesco, il Manifesto di Ventotene, il 10 dicembre su Rai 1 arriva Pietro. Un uomo nel vento, il monologo che l’attore e regista dedica all’apostolo a cui, secondo il Vangelo, fu affidata la più grande delle responsabilità: aprire o chiudere le porte del Paradiso.

All’anteprima ospitata al Maxxi di Roma, Benigni confessa il cuore di questo progetto: “Mi sono innamorato di Pietro. Completamente. È proprio come noi”. E quel “come noi” diventa la chiave dell’intera serata. Pietro non è un’icona irraggiungibile, ma un uomo che sbaglia, fraintende, si addormenta, reagisce d’istinto, si pente, piange e poi riparte. “La sua umanità è l’umanità di tutti”, dice Benigni, e nel suo tono si percepisce una familiarità nuova con il personaggio, quasi domestica.

Un monologo di due ore, registrato a inizio ottobre ai piedi della Basilica di San Pietro, all’aperto, in un set inedito nei giardini pontifici. “Questi sono i giardini segreti dove passeggiano i Papi”, racconta l’attore. “Poche ore fa qui c’era Leone XIV a raccogliere i fiori”. Lo spettacolo, realizzato senza interruzioni, porta lo spettatore dentro una Roma nascosta e dentro un Pietro ancora più nascosto: “The hidden side of the moon di san Pietro”, lo definisce Benigni.

Il racconto di un uomo pieno di errori e pieno d’amore

La lettura che Benigni fa dell’apostolo è un romanzo vivo, fatto di azione, stupore, ironia, poesia. C’è il pescatore impulsivo di Cafarnao, capace di difendere Gesù con la spada e poi di rinnegarlo tre volte; c’è l’amico che fraintende la lavanda dei piedi, si addormenta nel Getsemani, sbaglia tutto nella notte più decisiva. C’è anche il Pietro che torna sui suoi passi quando è già scappato da Roma e sulla via Appia incontra il Maestro con una croce: “A farmi crocifiggere di nuovo”, gli risponde Gesù. È il momento della rivelazione, quello in cui Pietro capisce finalmente la sua missione.

Tra gli episodi più sorprendenti, Benigni evoca anche il primo miracolo di Gesù avvenuto proprio in casa dell’apostolo: la guarigione della suocera con la febbre alta. “Chi mai l’avrebbe immaginato – scherza – che la prima miracolata della storia fosse una suocera”.

Il monologo è un inno all’errore e alla possibilità di rialzarsi, in un tempo che spesso pretende perfezione: “Pietro ha sbagliato quasi tutto, ma alla fine ha fatto la sua scelta. Una scelta d’amore”, spiega Benigni.

Dal Vaticano per chiudere l’anno del Giubileo

L’evento televisivo, prodotto da Rai, Vatican Media e Stand by me per la regia di Stefano Vicario, arriva nel cuore dell’anno giubilare e ne diventa la chiusura simbolica. “È un regalo che Benigni ha fatto a noi e che la Rai fa al suo pubblico”, osserva l’ad Giampaolo Rossi.

Il cardinale Mauro Gambetti, arciprete della Basilica Papale, legge in questa operazione un messaggio per il presente: “Pietro è uno di noi. Basta un punteruolo per sbriciolare la pietra. Siamo forti solo poggiando sugli altri, grazie all’amore”.

La produttrice Simona Ercolani parla di un racconto “universale, capace di parlare a tutto il mondo”, e Paolo Ruffini, prefetto per la comunicazione della Santa Sede, lo definisce “un monologo sorprendente e commovente. Viviamo un tempo smemorato, abbiamo bisogno di ricordare chi siamo”.

Benigni e la tv, un legame che resiste al tempo

Ogni volta che Benigni torna in televisione, gli ascolti confermano un rapporto speciale con il pubblico: dai nove milioni de I dieci comandamenti al successo di Tutto Dante, dal Dantedì al Cantico delle creature, fino all’ultima apparizione de Il sogno, visto da oltre 4 milioni e capace di aprire un dibattito sul sogno europeo nel pieno delle tensioni politiche.

Ora arriva Pietro. Un uomo nel vento: un viaggio nella fede, nella fragilità e nel coraggio di un uomo che inciampa, cade e si rialza, fino alla domanda finale che chiude lo spettacolo e la vita dell’apostolo: “Pietro, tu mi ami?”. Una domanda che, raccontata dalla voce di Benigni, sembra parlare a tutti.

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Stefano Germano, laureato presso l'IULM, è un appassionato di TV e cultura moderna e new media è sempre alla ricerca delle storie più intriganti e delle tendenze culturali del momento.