Renato Pozzetto, 85 anni di Italia: “Non credo in un dopo, ma ho sempre creduto nella vita”

Ha spento le candeline sul Lago Maggiore, circondato da figli, nipoti e amici di una vita. E con quel sorriso che è diventato un marchio di fabbrica, Renato Pozzetto ha sintetizzato così il suo compleanno: «Un casino bestiale». Una frase che fa ridere, certo, ma che detta da lui contiene sempre un’eco di malinconia, quella che resta attaccata anche alle vite più luminose.

Dietro la leggerezza dei suoi sketch, c’è una storia che di comodo ha avuto ben poco. È nato nella povertà vera, quella che non urla ma che si insinua ovunque, nei vestiti usati mandati dai parenti dall’America, nei conti fatti a fine settimana per capire come tirare avanti. La guerra, lo sfollamento, le case minime di una Milano che oggi non esiste più.

Era un bambino che si affacciava alla finestra e urlava al mondo: «Ecco a voi Renato Pozzetto!» Come se la vita, così com’era, non bastasse. La comicità gli è esplosa dentro senza lezioni né strategie, solo per istinto, per sopravvivenza. «Io e Cochi ci inventavamo tutto, per non soccombere».

Poi sono arrivati il successo, gli amici veri come Jannacci e Gaber, il Derby, il cinema, le battute entrate nella storia. Mai una posa, mai una maschera. Solo Renato. E accanto a lui, sempre, Brunella, la donna della sua vita: lontana dai riflettori, restata a Milano a crescere i figli e a prendersi cura della madre, mentre lui faceva avanti e indietro da Roma. «Ha avuto una pazienza infinita. Avrei dovuto darle di più», confessa oggi.

La sua assenza è una ferita che non si chiude. Due anni fa, in quella stessa villa dove ha festeggiato gli 85 anni, ha rischiato di morire. «Sono venuti a prendermi con l’elicottero, ho avuto un malore serio. Al San Raffaele mi hanno salvato».

Oggi produce vino, anche se non può berlo. Parla di vita, di ricordi, e ammette con pudore: «Non credo in un dopo. Mi dispiace. Credere mi avrebbe dato forza». Forza che, in realtà, non gli è mai mancata: quella di chi ha vissuto davvero, di chi ha fatto ridere milioni di persone senza mai prendersi troppo sul serio.

Renato Pozzetto non è soltanto un comico. È un pezzo d’Italia. Un uomo buono, umile, leale. Uno di quelli che, ancora oggi, fanno bene al cuore.

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Stefano Germano, laureato presso l'IULM, consulente discografico e critico musicale, è un appassionato di TV, cultura moderna e new media, sempre alla ricerca delle storie più intriganti e delle tendenze culturali del momento.