Recensione: “Mulan” la principessa guerriera è approdata con un film inedito su Disney+. Sarà vera gloria?

Per lo scorso Marzo, prima che la pandemia costringesse la chiusura di tutti i luoghi pubblici, era stata annunciata l’uscita nelle sale di “Mulan” una versione rivista del classico Disney, in live action. Dopo aver rimandato l’uscita a Luglio, poi a Novembre, e infine a data da destinarsi, però, il noto Studio cinematografico ha scelto di mettere il film sulla propria piattaforma online, Disney +, a pagamento 4 settembre.

La decisione aveva ricevuto molte critiche per l’esagerata cifra a cui il film era acquistabile (quasi 22€ che si andavano ad aggiungere ai 6€ mensili), giustificato dalla casa di produzione come una spesa equiparabile a quella di un dvd. Il ragionamento pare contraddittorio, pensando che in soli tre mesi, il film sarà disponibile a tutti gratuitamente.

Nonostante questa premessa, comunque, la pellicola pare essersi diffusa medio-positivamente tra la critica e il pubblico, che l’ha accolta con una benevolenza fin troppo immeritata.L’esordio di Mulan su Disney+ si è rivelato una successo. Negli Stati Uniti, infatti, circa il 29% degli abbonati a Disney+ ha noleggiato Mulan durante i giorni immediatamente successivi all’uscita per un incasso totale di 260 milioni di dollari nel solo mercato statunitense.

Nel film la regista Niki Caro fa rivivere il racconto epico della leggendaria guerriera cinese che rischia tutto per amore della famiglia e della patria fino a diventare una dei più grandi guerrieri che la Cina abbia mai conosciuto. Quando l’Imperatore della Cina dirama un editto secondo il quale ogni famiglia dovrà dare un uomo che serva nell’Esercito Imperiale per difendere la patria dagli invasori del Nord, la protagonista Mulan, figlia maggiore di un onorato guerriero, si fa avanti per prendere il posto del padre malato e nei panni di un uomo, Hua Jun, viene messa alla prova a ogni passo e deve sfruttare la propria forza interiore, diventando consapevole del suo vero potenziale.

Nel suo viaggio però ci sono luci ed ombre a partire dalla sceneggiatura poco curata, passando per movimenti di macchina e tagli di montaggio confusi, fino ad arrivare ad un utilizzo sconvolgente degli effetti speciali, per l’enorme spesa sostenuta  (200 milioni di dollari) il film non brilla di originalità come si sarebbe aspettato.

La storia e i personaggi sono poco caratterizzati, prima tra tutti la protagonista, da colei che noi tutti siamo abituati a conoscere, una donna che per amore della propria famiglia compie l’inimmaginabile, mettendo a rischio la propria vita, allenandosi per diventare forte e avere il potere di affrontare quel che il mondo le riserva, ci si ritrova a fronteggiare una sorta di supereroina, una ragazzina prodigio, le cui abilità innate le permettono fin da tenera età di compiere imprese impossibili con una forza straordinaria. Dov’è finito il sacrificio? Dov’è finita la donna che si fa strada tra le avversità per emergerne effettivamente vittoriosa grazie alle proprie forze (e a un gruppo di amici che in questo film paiono inesistenti)?

Anche la regia non è esente da problematiche ed è a sua volta, è molto caotica. Le coreografie dei combattimenti sono confusi e per coprirne la poca profondità sono utilizzati movimenti di macchina paradossali e superflui, con diverse invasioni di campo che non possono che disorientare lo spettatore. Anche il tempo scorre in modo confuso. La storia ruota intorno a Mulan e con lei stessa avanza, questo vuol dire che nel momento in cui la protagonista scompare dalla scena questa pare congelarsi e riprendere nel momento in cui riappare.

Quel che più lascia con l’amaro in bocca, però, è che una regista donna non si sia resa conto di quanto il messaggio che stava facendo passare fosse sbagliato. Non c’è la minima lotta, interiore ed esteriore nel personaggio di Mulan, tutto le viene facile, tutto arriva provvidenzialmente in suo soccorso. Pare rovesciare completamente il tanto amato cartone che l’ha preceduto e la stessa storia da cui è tratto.

Mulan è un film che, nonostante gli sforzi di casa Disney e la scelta di una regista di assoluto talento, non trasmette le premesse e lo spirito della principessa guerriera del cartone animato originale risultando talvolta fuori contesto. La pellicola scorre veloce ma non riesce a raggiungere il picco che il nome di un personaggio importante come Mulan avrebbe meritato.

Valentina Iacone