Recensione: “La Ballata di Buster Scruggs” I Fratelli Coen tornano al cinema con sei incredibili racconti western

La ballata di Buster Scruggs” è la brillante antologia western dei fratelli Coen. Sei esilaranti storie scardinano con ironia e raffinatezza gli intramontabili clichés del cinema western.
Il film è raccontato come fosse una fiaba. Un vecchio libro gigante, sfogliato da una mano invisibile, introduce sei racconti brevi, acuti e scioccanti. Il denominatore comune è la morte che, inserita all’interno di una cornice grottesca capace di sdrammatizzarne la brutalità e affilarne l’angoscia, risulta essere l’epilogo di tutti gli episodi narrati. Il primo cortometraggio prende di mira l’infallibilità degli eroi western. Buster Scruggs ( Tim Blake Nelson) è un elegante cowboy dall’eloquio forbito, che stermina i suoi rivali in modi sempre più fumettistici . Conosciuto come “l’usignolo di San Saba”, per la sua passione canora, soccomberà per mano di un tale più abile di lui nel canto e nella pistola poiché “ Presto o tardi, alla fine arriva sempre qualcuno più forte di te”. La seconda storia ha come protagonista James Franco. Egli interpreta uno sfortunato fuorilegge che, incapace di rapinare una sperduta banca in mezzo al deserto o di portare a termine i suoi crimini, finisce per diventare un vero e proprio habitué della forca. Il terzo episodio vede come protagonisti Liam Neeson e Harry Melling, rispettivamente nei panni di un untuoso impresario e di un giovane tetraplegico che decanta commoventi versi di Shakespeare sulla condizione umana. Sfruttato come mero fenomeno da baraccone, il ragazzo non riscuotendo più curiosità, verrà sostituito da una gallina “intelligente” e gettato nel fiume. Il quarto cortometraggio affronta l’immancabile tema western dell’avidità. Esso vanta la partecipazione dello straordinario Tom Waits, che incarna un tenacissimo cercatore d’oro immerso in una maestosa natura solitaria, deturpata poi dagli scavi dell’uomo. La sua cupidigia verrà dissacrata dallo sguardo fiero ed elegante di una civetta che osserva dall’alto la sete dell’uomo. Nel quinto episodio Zoe Kazan, interpreta Alice Longabaugh, una timida e ansiosa ragazza destinata a vivere una tragedia ,un amore inaspettato e la leggendaria furia dei pellerossa sulla propria pelle. L’ultimo episodio consta di raffinatissimi dialoghi recitati all’interno di una claustrofobica carrozza, diretta verso un’inquietante destinazione sovrannaturale.

La Ballata di Buster Scruggs è stato presentato all’ultimo Festival di Venezia e premiato per la sua sceneggiatura. Durante l’evento i fratelli Coen hanno dichiarato: “ Le storie le abbiamo scritte nel corso di un periodo lungo venticinque anni. Scrivevamo questi racconti e non sapendo bene cosa farci li mettevamo nel cassetto. Anche se erano completamente differenti per atmosfera e argomento, rientravano tutti in una vaga idea di western. Nessuno fa più film antologici, è stato divertente resuscitare questo genere”.
A differenza dei western di un tempo, “La Ballata di Buster Scruggs” non propone eroi coraggiosi, né malvagi ignobili: i protagonisti sono personaggi soli all’interno di un mondo spietato e ingiusto diviso essenzialmente tra fortunati e sfortunati, dove per i primi la fatica ha avuto un senso mentre per i secondi è stata del tutto inutile.

Valentina Corasaniti