Recensione: “Caravaggio – l’anima e il sangue” un vero e proprio viaggio tra la vita, le opere e l’animo irrequieto dell’artista più amato al mondo

E’ uscito nelle sale italiane: Caravaggio – l’anima e il sangue, il nuovo film d’arte dai creatori di ‘Firenze e gli Uffizi’ e ‘Raffaello, il Principe delle Arti’ prodotto da Sky e Magnitudo Film, diretto da Jesus Garces Lamberte e distribuito da Nexo Digital. La voce dell’io interiore di Caravaggio è di Manuel Agnelli, frontman degli Afterhours. Il film è girato in formato Cinemascope 2:40, che determina una visione più “allungata” delle immagini, simile a una tela, ed è una delle prime produzioni in Italia realizzate in 8K, formato che permette di percepire la singola pennellata e carpire dettagli delle opere non visibili a occhio nudo.
È stato distribuito nelle sale cinematografiche dal 19/20/21 febbraio e, grazie al grande successo, avrà una replica il 27 e 28 marzo.
Il documentario è un vero e proprio viaggio tra la vita, le opere e l’animo irrequieto di Caravaggio, attraverso i luoghi che ancora oggi custodiscono i suoi capolavori: Milano, Firenze, Roma, Napoli e Malta.

Il racconto offre allo spettatore una conoscenza più approfondita dell’artista grazie alle ricerche fatte negli archivi storici del nostro paese. Dal certificato di nascita, che lo afferma milanese e non di Caravaggio e presso l’Archivio Storico Diocesano di Milano, fino ai preziosi verbali dei processi e le denunce custodite nell’Archivio di Stato di Roma.
Guidati da storici dell’arte e curatori, il film ci fa conoscere le vicende della sua vita di personaggio passionale, ribelle, in perenne mutamento, in fuga dai guai e dai suoi tormenti. Un’artista che ha sempre ricercato la libertà manifestandola nei suoi capolavori.
Per vivere pienamene occorre essere liberi, ma per esserlo bisogna rinunciare alla sicurezza e Caravaggio lo aveva provato sulla sua stessa pelle. Frequentava osterie, taverne, bassifondi, circondato da persone comuni, che a suo dire rappresentavano il vero tessuto sociale della società.
Unire realtà e bellezza è una delle caratteristiche che si evince dal documentario, esempio il “Suonatore di liuto”, soggetto di due dipinti realizzato tra il 1595 e il 1596 da Caravaggio. In questo dipinto si ha un esempio di seduzione fatta arte, infatti, se guardiamo attentamente il volto del giovane, si ha la sensazione che stia suonando per noi, gli occhi pieni di emozione del ragazzo ci danno la sensazione che sia talmente coinvolto nell’esecuzione da arrivare a commuoversi. Un nodo alla gola ci fa vivere il momento, catapultandoci nell’istante stesso dell’esecuzione del brano.
Documentario che scuote gli animi e affascina per il senso di libertà che supera i confini della legalità.

Giada Fanelli