Quello che era nato come un messaggio vocale privato, sussurrato tra complimenti e romanticismo, è diventato in poche settimane un tormentone nazionale. L’espressione “occhi spaccanti”, attribuita a Raoul Bova in un audio inviato alla modella Martina Ceretti e reso pubblico da Fabrizio Corona, ha infiammato TikTok, Instagram e le chat di mezza Italia, trasformandosi in meme, trend e persino in hashtag di moda.
Ora l’attore ha deciso di fare un passo in più: proteggere legalmente la frase. Non una, ma due richieste di registrazione sono state depositate all’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi: la prima per l’intera formula “Buongiorno essere speciale, dal sorriso meraviglioso e dagli occhi spaccanti”, la seconda per il solo termine “occhi spaccanti”.
Dietro la scelta, una strategia chiara: trasformare un momento virale in un brand, forse destinato a diventare merchandising, linea di profumi o iniziative benefiche. Intanto, i social restano divisi: c’è chi applaude alla mossa da “genio del marketing” e chi, invece, vede l’operazione come un modo per capitalizzare su uno scandalo mediatico.
In un’Italia dove le mode digitali nascono e muoiono in 24 ore, Raoul Bova sembra pronto a dimostrare che, se gestita bene, una frase può passare da pettegolezzo da chat a marchio di fabbrica.




