Raffaella Griggi, cinque cose che dovrà fare per entrare nel cuore del pubblico di “Chi l’ha visto?”

Non esistono programmi impossibili da ereditare. Esistono però trasmissioni che, con il tempo, smettono di appartenere alla televisione e iniziano ad appartenere agli spettatori. Chi l’ha visto? è una di queste. Per oltre vent’anni Federica Sciarelli non è stata soltanto la conduttrice del programma: ne è diventata il volto, il tono, il punto di riferimento. La sua forza è stata trasformare il servizio pubblico in un appuntamento capace di unire rigore giornalistico ed empatia.

Per questo motivo il debutto di Raffaella Griggi sarà molto più di un semplice cambio della guardia. Gli ascolti conteranno, ma ancora di più conterà la capacità di conquistare la fiducia di un pubblico abituato a riconoscere autenticità e credibilità. Ecco le cinque cose che, da critico televisivo, ritengo decisive.

1. Non inseguire il paragone con Federica Sciarelli

Il confronto sarà inevitabile. Succede ogni volta che un volto storico lascia una trasmissione. Ma sarebbe un errore provare a riprodurne stile, tono o gestualità. La televisione premia chi porta una personalità riconoscibile, non chi cerca di imitare un modello. Se Raffaella Griggi riuscirà a essere semplicemente se stessa, avrà già compiuto il passo più importante.

2. Difendere il rigore del servizio pubblico

Negli ultimi anni la cronaca nera è diventata spesso terreno di spettacolarizzazione. Ricostruzioni sensazionalistiche, dibattiti infiniti e ricerca continua dell’effetto hanno finito per prevalere sul racconto dei fatti. Chi l’ha visto?, invece, ha sempre mantenuto un equilibrio diverso: meno spettacolo e più giornalismo. È questo patrimonio che Griggi dovrà custodire.

3. Mettere sempre al centro le persone

Il successo del programma non nasce soltanto dalle inchieste. Nasce soprattutto dalla capacità di dare voce ai familiari delle persone scomparse e di raccontarne il dolore con rispetto. Gli spettatori non cercano soltanto aggiornamenti sui casi, ma vogliono percepire umanità. Se il programma continuerà a mettere al centro le persone prima della notizia, conserverà la propria identità.

4. Mostrare la propria umanità senza perdere autorevolezza

Empatia e rigore non sono concetti opposti. Anzi, rappresentano il vero punto di forza di una trasmissione come Chi l’ha visto?. Dopo anni da inviata, Raffaella Griggi conosce il peso delle parole e il valore dell’ascolto. Ora dovrà permettere al pubblico di conoscere anche il suo lato umano, senza artifici e senza costruzioni televisive.

5. Conquistare la fiducia una puntata alla volta

Nessun conduttore eredita automaticamente l’affetto del pubblico. La fiducia si costruisce settimana dopo settimana, attraverso la coerenza, il rispetto e la credibilità. Anche Federica Sciarelli è diventata un simbolo grazie al tempo e alla costanza, non in una sola stagione. Per questo la pazienza sarà una delle qualità più importanti per Raffaella Griggi.

La vera sfida non è sostituire Sciarelli

La missione di Raffaella Griggi non sarà quella di prendere il posto di Federica Sciarelli. Quella pagina della televisione italiana resterà unica. La vera sfida sarà dimostrare che Chi l’ha visto? può continuare a essere un punto di riferimento del servizio pubblico anche con un volto diverso.

Se riuscirà a mantenere intatto il rigore giornalistico, a rispettare il dolore delle famiglie e a instaurare un rapporto sincero con gli spettatori, il pubblico saprà darle fiducia. Perché i grandi programmi non vivono soltanto grazie ai loro conduttori: vivono quando chi li guida comprende che il vero protagonista è sempre il servizio reso ai cittadini.

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Stefano Germano, laureato presso l'IULM, consulente discografico e critico musicale, è un appassionato di TV, cultura moderna e new media, sempre alla ricerca delle storie più intriganti e delle tendenze culturali del momento.