Quello che resta della Mostra del Cinema di Venezia tra red carpet senza star e la rivincita di Pierfrancesco Favino

Andata anche per quest’anno.

Della bellezza senza tempo della città non avevamo il minimo dubbio, così come del talento dei tanti attori e registi in gara. Quando si tratta di rendere omaggio a chi quotidianamente lavora per creare emozioni, noi Italiani siamo pronti in prima linea.

Probabilmente è questo il motivo per cui da tanti anni, questo Festival è in grado di attirare l’attenzione mediatica del mondo intero nonostante le immense difficoltà dei giorni nostri.

Ricordiamo però, la perfezione non appartiene al genere umano. Ecco perché anche a Venezia qualche scivolone è concesso. La pecca più grande di questa 77esima edizione? Nonostante gli inviti ridotti, ancora troppi volti poco noti sul red carpet. La scelta più saggia sarebbe dare visibilità a chi ha lavorato duro pur di ottenerla. Vi troverete d’accordo con me però sul fatto che la meritocrazia non è certamente una caratteristica peculiare di noi Italiani. Non vorreste anche voi sapere cosa avrà pensato Cate Blanchet vedendo sfilare accanto a sé il fior fiore dei tronisti di Uomini&Donne?

Ad ogni modo, per concludere questa edizione nella maniera più opportuna, non ci resta che stilare la nostra ultima pagella voti. Signore e signori ecco a voi, il meglio e il peggio delle ultime giornate trascorse al Lido.

Il premio per la coppia peggiore ad essersi affacciata sul tappeto rosso viene assegnato senza alcun tentennamento a Luigi Favoloso ed Elena Morali. Incomprensibile il motivo della loro apparizione, tanto quanto il criterio utilizzato nella scelta dell’outfit. Più che ospiti alla prima di un film, sembrano essere stati i protagonisti di uno spettacolo di magia. Indubbiamente è emerso l’aspetto che più li accomuna: il pessimo gusto. (Voto:2 – inteso 1+1)

Versace colpisce ancora. Questa volta la musa ispiratrice è l’immensa Kasia Smutniak. Bellissima, bravissima, elegantissima (potremmo continuare all’infinito con una serie di superlativi in suo onore). Per lei, un “total black” impeccabile: abito, sandali Jimmy Choo e mascherina “gioiello”, se così la si può definire. Pazzesca. (Voto: 8)

Alla fine ci ha pensato Pierfrancesco Favino a portare in alto l’onore del genere maschile. Dopo le numerose scarse sufficienze dei suoi colleghi, trionfa con il suo completo firmato Giorgio Armani. Un classico intramontabile con il quale rischiare lo scivolone diventa una sfida quasi impossibile. La verità? Non sempre è l’originalità ad essere premiata, spesso bisogna semplicemente sapersi affidare a un maestro. (Voto: 7 ½)

Abbiamo imparato ad amarla così com’è: estrosa, egocentrica, folle, brillante. Valeria Marini ha costruito il suo personaggio assicurandosi del fatto che nessuno mai possa accostarla al concetto di sobrietà. Non ci aspetteremo mai di vederla con indosso un tailleur color block. Giusto per ribadire la sua idea di buon gusto, anche quest’anno non rinuncia al nudelook ricoperta di punti luce. Non potrei immaginarti in una maniera diversa da questa ma perdonami, a darti la sufficienza proprio non ce la faccio. Baci stellari Vale! (Voto:5)

Non ci resta che dire (tra alti e bassi) grazie mille Venezia … see you next year!

Cristina Ciurleo