“Quando hanno detto il suo nome sono crollata”: la mamma di Sal Da Vinci rivela cosa è successo dopo la vittoria a Sanremo e intanto Angelo Pisani prepara un esposto per stereotipi offensivi

Dietro ogni grande artista spesso c’è una storia familiare fatta di sacrifici, sogni coltivati con pazienza e una madre che ha visto tutto da vicino. Per Sal Da Vinci, vincitore del Festival di Sanremo 2026 con il brano “Per sempre sì”, quella presenza costante è stata la madre Nina, che oggi racconta con emozione il trionfo del figlio e i tanti anni di lavoro che lo hanno preceduto.

Quando il nome del cantante napoletano è stato pronunciato sul palco dell’Ariston, l’emozione è stata talmente forte da travolgerla.

Dentro di me sentivo qualcosa già da quando si parlava della sua partecipazione. Non conoscevo ancora la canzone, ma avevo la sensazione che avrebbe vinto. Non l’ho detto a nessuno, nemmeno alle mie figlie, perché avrebbero pensato che esagerassi. Quando è successo davvero sono stata male dall’emozione: non riuscivo nemmeno a stare in piedi”.

Per la madre dell’artista la vittoria non rappresenta soltanto un premio, ma il riconoscimento di oltre cinquant’anni di carriera, iniziati quando Sal era ancora un bambino.

Ho vissuto ogni momento della sua vita artistica insieme a mio marito. Non voglio essere presuntuosa, ma dopo tanti anni di lavoro un premio del genere lo meritava davvero. E poi la canzone è bellissima. Quest’anno ho visto una cosa che non avevo mai visto: la gente che la cantava e la ballava fin dal primo ascolto”.

Durante la finale la tensione era alle stelle. Quando sul palco erano rimasti solo Sal Da Vinci e Sayf, la madre era convinta che il figlio fosse arrivato secondo.

Io dissi alle mie figlie: va bene così, sono contenta lo stesso. Non avevo capito che dovevano ancora annunciare il primo classificato. Ero talmente emozionata che non capivo più niente. Quando hanno detto il suo nome, le mie figlie mi dicevano di alzarmi ma non riuscivo proprio”.

Il primo contatto con il figlio dopo la vittoria è arrivato nel cuore della notte.

“Ci siamo sentiti alle quattro e mezzo del mattino. Ma non riuscivo nemmeno a parlare. Era lui che cercava di calmare me”.

La passione per la musica, racconta la madre, era evidente fin da piccolissimo. Sal cresceva praticamente dietro le quinte del teatro, seguendo il padre Mario Da Vinci, storico interprete della sceneggiata napoletana.

“Quando aveva quattro anni lo portavo in teatro. Dopo gli spettacoli voleva rifare le scene del padre con gli attori. Tutti lo assecondavano, anche se erano stanchissimi”.

Un episodio, in particolare, colpì molto i musicisti che lavoravano con il padre.

“A casa non avevamo strumenti musicali giocattolo. Una sera una cantante mi chiese se Sal studiasse la batteria. Io risposi di no. Invece si era seduto alla batteria e aveva accompagnato la canzone perfettamente senza aver mai suonato prima”.

Il debutto ufficiale arrivò quando aveva solo sette anni, durante un festival a Torre del Greco, seguito poco dopo dalla partecipazione alla sceneggiata “Miracoli di Natale” con il padre.

“Da lì non si è fermato più”.

C’è poi un capitolo poco noto della sua biografia: la nascita negli Stati Uniti. Sal Da Vinci è infatti nato a New York, dove il padre si trovava per lavoro.

“Mio marito era negli Stati Uniti per fare degli spettacoli e mi chiese di raggiungerlo. Io ero incinta e partii con due figli. Sal è nato lì, ma l’ho portato a Napoli quando aveva quattro mesi e mezzo. Oggi ha la doppia cittadinanza, americana e italiana”.

Le radici napoletane, però, restano centrali nella sua identità artistica.

“Credo che questa vittoria sia una soddisfazione anche per Napoli e per tutti i napoletani”.

Tra le canzoni del figlio, la madre confessa di avere una preferita: “Viento”, un brano che la colpisce per la profondità del testo e che le ricorda la tradizione della canzone classica napoletana.

Parlando della famiglia, emerge anche il ricordo commosso del marito Mario Da Vinci, scomparso anni fa.

“Era il pilastro della famiglia. Un padre dolce, non ricordo che abbia mai dato uno schiaffo a un figlio. Però c’era rispetto. Oggi certe cose purtroppo si sono perse”.

Intanto, mentre la vittoria continua a essere celebrata dai fan, non si placano alcune polemiche nate attorno al successo del cantante. L’avvocato Angelo Pisani ha annunciato un esposto dopo alcune critiche espresse dal giornalista Aldo Cazzullo, accusato di aver utilizzato stereotipi offensivi associando la canzone “Per sempre sì” a immagini legate alla criminalità organizzata.

Secondo il legale, si tratterebbe di “discriminazione territoriale verso Napoli e la cultura meridionale”, invitando anche l’Ordine dei Giornalisti a valutare il caso.

Per la madre dell’artista, però, le critiche non scalfiscono la gioia per il traguardo raggiunto.

“Se su mille persone che applaudono ce ne sono dieci che criticano, per me non esistono. Chi fa l’artista deve essere pronto anche a questo. Spesso è solo gelosia”.

 

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Stefano Germano, laureato presso l'IULM, consulente discografico e critico musicale, è un appassionato di TV, cultura moderna e new media, sempre alla ricerca delle storie più intriganti e delle tendenze culturali del momento.