“Priscilla – La regina del deserto”: ecco perché il musical continua a conquistare l’Italia

Sulle note di un’energica “It’s raining men” delle Weather Girls si apre uno dei successi teatrali per eccellenza in Italia. Il teatro Brancaccio ha ospitato ancora una volta il musical “Priscilla – La regina del deserto”, uno spettacolo frizzante e colorato, regia di Matteo Gastaldo ed originariamente scritto da Stephan Elliott ed Allan Scott.Il musical è un vero e proprio viaggio non solo per il tragitto dell’autobus “Priscilla” da Sidney ad Alice, ma anche al percorso dei tre protagonisti a livello psicologico e sociale, alla ricerca di un’accettazione difficile da ottenere a causa del muro di omofobia che si eleva davanti a loro.
I personaggi in ordine d’apparizione sono Tick, drag queen in precedenza sposato e con un figlio piccolo; Bernadette, transessuale che ha da poco perso il suo compagno, e Adam (chiamata Felicia), anch’ella drag queen dal carattere eccentrico e più spumeggiante.

Il viaggio di Priscilla con i tre amici inizia proprio dalla capitale australiana, quando l’ex moglie di Tick, la quale risiede ad Alice, convince l’uomo a venire a conoscere il suo bambino, visto che avendo ormai 8 anni ha iniziato a chiedere di lui alla propria mamma.
Tick si ritrova diviso in due, da una parte c’è l’essere se stesso e lo stare a proprio agio con i suoi amati tacchi a spillo, dall’altra sente il peso dell’impossibilità di dare a suo figlio quella figura di padre virile che si aspetterebbe da lui.

Un viaggio “on the road” ricco di personaggi, chi positivo e chi negativo, mentre i tre dovranno fare i conti con situazioni di rifiuto, violenze e pregiudizi.
Sono loro stessi a fare battute pungenti ed autoironiche, quasi a voler tentare di esorcizzare questa condizione di omofobia che li circonda ed annienta.
Molto toccante la scena in cui Priscilla viene vandalizzata con un insulto contro Adam, Bernadette e Tick.
La reazione di quest’ultimo è straziante. Egli infatti ammette che, nonostante sia abituato alle nomine crudeli contro il suo orientamento sessuale, ogni volta risulta una pugnalata al suo orgoglio.
I due amici lo consolano con una commovente versione di “True Colors” che non ha lasciato indifferente il pubblico, il quale non può non empatizzare con i protagonisti ed il loro dolore.

Un musical dal forte impatto emotivo, che tratta tematiche attualmente dibattute in molte parti del mondo. I nostalgici degli anni 70-80 apprezzeranno oltremodo l’utilizzo delle canzoni più famose di quegli anni, fulcro degli spettacoli dei tre amici durante le loro esibizioni per i locali australiani.

Ma come ha reagito il pubblico del Brancaccio alla messa in scena del musical?
I commenti delle persone si sono nettamente diversificati tra loro per quanto riguarda il feedback. C’è ci ha esaltato lo spettacolo ed apprezzato ogni piccolo dettaglio, ma anche chi ha trovato fastidioso l’utilizzo imperante di parolacce e riferimenti sessuali (soprattutto genitori con bambini che hanno provato un certo imbarazzo nello spiegare ai propri figli il significato di alcune terminologie non di certo “educate”).

Durante le quattro date non sono mancati inoltre i disagi tecnici dovuti a problemi con i macchinari, i quali hanno addirittura portato allo spostamento dell’inizio dello spettacolo di mezz’ora e all’interruzione dello stesso alla fine del primo tempo nella replica del 14 Dicembre.

Nonostante ciò, da applaudire è la professionalità di attori e ballerini che sono riusciti a mandare avanti lo spettacolo, scusandosi per i vari inconvenienti alla fine della messa in scena, e far commuovere il pubblico portandolo a lasciare la sala con un bagagli di allegria, riflessioni ed uno stupendo ricordo del musical appena visto.
Priscilla continua a conquistare l’Italia e mandare un messaggio d’amore, apertura e libertà, valori che ancora oggi, nell’ormai 2020, devono essere ricordati e ribaditi per rendere il mondo un posto migliore.

Serena Marletta