Paura per Angelo Branduardi: ricoverato in ospedale dopo un malore, rinviato il concerto di Roma. La confessione a Domanipress: “Ho vissuto una vita da rockstar”

Un improvviso malore ha costretto Angelo Branduardi a rinviare la tappa romana del suo tour Il Cantico, prevista per il 9 novembre all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone. Il cantautore 73enne è stato ricoverato in ospedale per accertamenti clinici, dopo aver accusato un malessere alla vigilia della partenza per Roma.

Secondo quanto riferito dal suo entourage, il ricovero ha carattere precauzionale, necessario per chiarire le cause del disturbo, legato a sintomi di affaticamento e astenia che l’artista avrebbe avvertito nei giorni precedenti. La nuova data del concerto romano è stata fissata per il 26 dicembre, giorno di Santo Stefano, sempre nella stessa location. I biglietti già acquistati resteranno validi, mentre chi non potrà partecipare potrà richiedere il rimborso entro il 15 novembre tramite Ticketone o il botteghino dell’Auditorium.

Branduardi, che vive a Bedero Valcuvia, in provincia di Varese, si trova attualmente in una struttura sanitaria del Varesotto, seguito dal personale medico in attesa dei risultati degli esami. Al momento resta confermata la tappa del 15 novembre al Teatro Goldoni di Venezia, dedicata — come tutto il tour — agli 800 anni del Cantico delle Creature.

L’Auditorium, nel comunicare il rinvio, ha parlato di “problemi di salute con conseguente ricovero ospedaliero”, sottolineando la natura prudenziale della decisione. I fan, in queste ore, si stringono intorno all’artista con centinaia di messaggi di affetto e auguri di pronta guarigione.

Solo poche settimane fa, Branduardi era stato ospite nel Salotto di Domanipress, dove aveva raccontato con lucidità e poesia il suo rapporto con la musica e il tempo che passa:

«Per più di vent’anni mi sono divertito tantissimo: 20.000, 30.000 persone a concerto. Poi a Parigi, all’aeroporto di Le Bourget, c’erano 140.000 spettatori. Lì ho capito che la mia vita rock era finita. Sono tornato alle origini, alla musica classica, quella del conservatorio. Non è stato immediato, ma alla fine il pubblico ha capito. Oggi continuo a cercare, inventare, riarrangiare. È questo che mi tiene vivo».

Quando gli è stato chiesto se quella fosse stata una scelta di cuore o di sopravvivenza artistica, il cantautore ha risposto:

«Forse entrambe. Ho seguito un’urgenza interiore, e allo stesso tempo ho avuto bisogno di non tradire la mia natura più autentica».

Un pensiero che oggi suona come una dichiarazione d’amore verso la vita e la musica, la stessa che — come aveva confidato nella video intervista esclusiva a Domanipress — non lo abbandonerà mai:

«Io morirò sul palco. Fermarmi mi farebbe cadere in depressione».

Guarda la video intervista esclusiva su Domanipress
Oppure direttamente su YouTube: https://youtu.be/aTDn2JIEBfQ?si=p_DY_txSxmibfA3_

Auguri di pronta guarigione, Maestro.

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