Parigi inaugura il “Musée de La Poste” con le architetture di Frédéric Jung

Il Musée de La Poste di Parigi è stato oggetto, negli ultimi sei anni, di un grande progetto di ristrutturazione architettonica che ha avuto l’obiettivo di aumentarne la visibilità, rafforzarne l’identità nell’ambito del panorama museale francese e candidarsi a luogo culturale contemporaneo.

Inizialmente orientato a migliorare l’accesso alle persone con disabilità, il progetto – che porta la firma dell’architetto parigino Frédéric Jung – si è ampliato fino a ripensarne completamente l’architettura.  L’edificio, articolato attorno a una colonna centrale in vetro (totem) e dotato di grandi aperture sulle facciate nord e sud, si propone obiettivi ambiziosi e innovativi in materia di accessibilità, sicurezza, comfort e sostenibilità ambientale.

Anche il percorso espositivo è stato completamente rinnovato. Organizzato su tre livelli, i primi due sono dedicati alla storia dell’ufficio postale dalle origini ai giorni nostri e presentano opere molto eterogenee (uniformi, modelli, opere pittoriche, macchine…) integrate da video e animazioni interattive. Il terzo piano è invece riservato alla filatelia e all’arte, con numerose opere originali degli artisti che hanno creato i francobolli. Nella colonna vetrata centrale sono invece sospesi i veicoli (una carrozza, delle biciclette…) che hanno fatto la storia dei servizi postali francesi.

Goppion ha realizzato l’intero allestimento del Museo, caratterizzato da vetrine di diverse tipologie e design per rispondere al meglio alle esigenze delle varie sezioni. Così le vitrine-phare, che introducono le diverse tematiche, sono vetrine ad isola che ospitano oggetti emblematici, la cui storia invita il visitatore ad entrare nell’atmosfera e ad approfondire il tema affrontato. Grandi vetrine dotate di ampie e ininterrotte superfici vetrate (fino a 5 m di larghezza e 4 di altezza) ospitano le collezioni cui è affidato il compito di spiegare il funzionamento dei servizi postali nelle diverse epoche.  Non mancano costruzioni progettate su misura per necessità espositive specifiche, tra le quali il “panorama dei francobolli”, un insieme di vetrine orizzontali, verticali e cassettiere espositive, circondato da vetrate e lungo oltre 20 metri, dove sono esposti tutti i francobolli emessi dai servizi postali francesi nel corso degli anni, o la composizione di portafotografie bifacciali retroilluminate incollata alle pareti vetrate della colonna centrale e visibile sia dai piani sia dall’interno della colonna stessa. Completano l’esposizione altre vetrine più decorative, dallo stile minimalista e dai colori chiari.

Oltre alle vetrine, Goppion ha prodotto anche le altre unità espositive e i complementi di arredo, tra cui meritano di essere menzionati il rivestimento metallico dei muri perimetrali del terzo e quarto piano dotato di grafica, testi e strumenti multimediali. Di forte impatto, infine, i podi metallici con cavi in acciaio ai quali sono sospesi dei pannelli pubblicitari d’epoca.

Come ormai prassi nei musei di nuova concezione, le vetrine e gli altri allestimenti sono fortemente integrati da strumentazioni multimediali che hanno comportato un importante lavoro di coordinamento sia in fase progettuale sia di pre-montaggio e messa in opera.

Dal punto di vista realizzativo, la sfida principale è stata di natura logistica: trasportare e sollevare al piano dei vetri fino a cinque metri e pesanti fino a 800 kg, passando attraverso il cavedio vetrato, dove, per esigenze di cantiere, erano state lasciate soltanto delle piccole aperture di passaggio.

A questo scopo si è reso necessario l’uso di attrezzature particolari, modificate ad hoc, che potessero essere completamente smontate in modo da essere trasportabili in un montacarichi di dimensioni modeste.

Anche la prefabbricazione presso il Laboratorio Museotecnico Goppion è stata attentamente studiata per evitare che qualche elemento superasse i limiti imposti dalle caratteristiche dell’edificio, senza tuttavia alterare la filosofia progettuale che prevedeva l’uso di grandi superfici vetrate senza giunzioni.