Palazzo Pallavicini presenta ALPHONSE MUCHA icona dell’Art Nouveau

Palazzo Pallavicini, elegante dimora settecentesca, originaria però del XV secolo, nel cuore della Bologna antica, nella quale nel 1770 accolse l’esibizione dell’allora quattordicenne Wolfgang Amadeus Mozart, ci delizia con una nuova e affascinante mostra su ALPHONSE MUCHA.
Mostra organizzata da Chiara Campagnoli, Rubens Fogacci e Deborah Petroni della Pallavicini srl in collaborazione con Mucha Foundation e con la curatrice Tomoko Sato.
ALPHONSE MUCHA (1860-1939) fu uno dei più celebri e influenti artisti della Parigi fin-de-siècle, conosciuto ai più per le sue grafiche, come i cartelloni teatrali realizzati per l’attrice Sarah Bernhardt. Mucha creò un suo stile– le Style Mucha – caratterizzato da composizioni armoniose, forme sinuose, riferimenti alla natura e colori pacati, divenne sinonimo dell’emergente stile decorativo del periodo, l’Art Nouveau.
Il percorso espositivo, dal titolo Alphonse Mucha, esamina gli aspetti teorici delle sue opere, soprattutto il concetto di bellezza, principio centrale della sua arte. Con circa 80 opere, selezionate tra quelle della Fondazione Mucha, la mostra include alcuni tra i più iconici lavori dell’artista.
La mostra si divide in tre sezioni tematiche:
La sezione Donne –icone e Muse, si apre con Gismonda, il primo vero manifesto disegnato da Mucha per Sarah Bernhardt. L’artista ceco trasforma la “divina Sarah” in una dea bizantina. Il poster ricevette apprezzamenti immediati non appena apparve sui cartelloni di Parigi il 1° gennaio 1895. L’impatto visivo con la sua elegante forma allungata e i delicati toni pastello rendevano sublime l’immagine dell’attrice. Deliziata dal successo di questo manifesto, la Bernhardt offrì a Mucha un contratto per produrre le scenografie e i costumi di scena, così come tutti i manifesti delle sue rappresentazioni teatrali. Durante questo contratto, che andò dal 1895 al 1900, Mucha produsse altri sei manifesti per gli spettacoli dell’attrice, tra cui La dama delle camelie (1896) e il Lorenzaccio (1896).
Il successo della Gismonda portò a Mucha numerose commissioni per disegnare manifesti pubblicitari, tra cui quelli per marche famose come JOB (carta per sigarette), Lefèvre-Utile (biscotti).
Seconda sezione Le Style Mucha-Linguaggio Visivo
Al tempo di Mucha, il concetto di “arte” subì un cambiamento rivoluzionario con l’avvento del modernismo. La nozione di “bellezza”, uno dei fondamenti dell’arte, mutò fino ad abbracciare nuove idee e forme. In tal momento di fermento, Mucha cominciò la sua ricerca sul valore universale e immutabile dell’arte e concluse che l’obiettivo ultimo della stessa fosse l’espressione della bellezza, che poteva a suo parere essere raggiunta solo attraverso l’armonia tra contenuti interni (idee, messaggi) e forme esterne. Mucha era riuscito a trovare un connubio perfetto tra personalità e bellezza esteriore rappresentandola su carta, esempio Sarah Bernhardt, musa dell’artista, aveva un fascino più dirompente della semplice bellezza fisica, paragonabile a Édith Piaf, quando saliva sul palco emanava luce propria perché possedeva una personalità marcata e indipendente. Per l’artista i manifesti ornamentali erano il mezzo ideale per realizzare la sua aspirazione. Manifesti per la maggior parte privi di testo e realizzati per puro scopo decorativo; prodotti in grandi quantità furono subito disponibili per un’ampia fetta di pubblico, diventando cosi una forma d’arte alternativa che poteva essere sfoggiata anche dalle famiglie più semplici. Di questi manifesti Mucha scrisse: “Sono stato felice di essere coinvolto in una forma d’arte destinata alla gente e non ai soliti salotti eleganti. Arte poco costosa, accessibile al grande pubblico e che ha trovato dimora nelle abitazioni più povere cosi come nei circoli più influenti”.
Terza sezione Bellezza – Potere dell’Ispirazione
Mucha ritornò in patria nel 1910 per realizzare il suo sogno di impegnarsi attivamente per la libertà politica del suo paese, impegno che culminò nella realizzazione della sua opera d’arte, Epopea Slava (1912-1926).
Mostra consigliata!

-Alphonse Mucha-
Fino al 20 Gennaio 2019

Orari di apertura
Aperto da giovedì a domenica dalle 11:00 alle 20:00
Chiuso il lunedì, martedì e mercoledì.
Aperture straordinarie: 26 Dicembre, 31 Dicembre (ore 16:00 ultimo ingresso), 1 Gennaio (dalle 14:00), 2 Gennaio

Giada Fanelli