Regno Unito, Francia e Canada: sono questi i tre Paesi del G7 che hanno ufficialmente riconosciuto lo Stato di Palestina, a cui si aggiungono Portogallo, Spagna e Australia. Insieme ad altri sette Stati che hanno espresso la loro posizione all’Assemblea Generale dell’ONU a New York, il numero dei membri delle Nazioni Unite che hanno intrapreso questo passo supera ormai quota 150.
Restano invece contrari o esitanti tre attori centrali nello scacchiere internazionale: Italia, Stati Uniti e Germania.
In Europa, la prima a compiere questa scelta fu la Svezia nel 2014, aprendo la strada a un dibattito che negli anni si è fatto sempre più acceso.
Oggi, lunedì 22 settembre, l’ONU vive quello che molti hanno definito “il giorno della verità”: sul tavolo non solo il riconoscimento dello Stato palestinese, ma anche il futuro della Striscia di Gaza, segnata da mesi di conflitto e da una crisi umanitaria senza precedenti.
Intanto in Italia, la tensione internazionale si intreccia con quella interna: è in corso uno sciopero generale indetto dall’Unione Sindacale di Base, con manifestazioni nelle principali città del Paese. Un lunedì che, tra New York e Roma, potrebbe segnare una pagina cruciale di storia politica e sociale.




