Nel salotto di DomaniPress, l’artista genovese ha raccontato la sua poetica doppia: sound ad alto impatto e testi radicalmente intimi. Il risultato? Prima si danza, poi — da soli — si capisce davvero, e «si apre un mondo».
Il suono come maschera (e dichiarazione d’intenti)
Olly lo dice senza giri di parole: «Io uso il sound che creiamo per confondere, nel senso che mettiamo sempre tanto tanto movimento. Ma in realtà il testo è tendenzialmente quasi sempre, anzi sempre per quanto mi riguarda, molto intimo».
Beat che abbraccia, ritmo che distrae: dietro l’energia c’è una scrittura che tocca nervi scoperti.
Ballare, poi capire
La sua è una poetica a doppio stadio: prima la spinta della pista, poi la rivelazione in cuffia, a casa, da soli. «Mi scrivono proprio questo: ho ballato sulla tua musica, ma in un altro momento in cui l’ho sentita da solo ho capito cosa stavi dicendo davvero e mi si è aperto qualcosa».
Il “mondo del prendersi bene”
Quella fessura emotiva diventa passaggio: «Si è aperto un mondo, no? che è il mio mondo, è il mondo del prendermi bene, dove teoricamente non ci si prenderebbe bene».
Trasformare il buio in movimento: la missione pop di Olly è spostare l’umore dove non ti aspetti.
Una potenza che cresce
Non tutti colgono subito il doppio fondo, e va bene così: «Me ne rendo conto della potenza di questa cosa quando sporadicamente succede. Non è una cosa che tutti capiscono fino in fondo: arriverà il momento in cui succederà, e sarà di impatto»
La vittoria a Sanremo 2025 ha dato ragione a questa sua visione.
Nel frattempo, la sua musica resta un invito: ballare forte, poi riascoltare piano. E lasciare che le parole facciano il resto.
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