É davvero possibile un new deal ecosostenibile che sia una reale svolta nel modo di vivere e sviluppare l’industria del fashion?

Prerogativa essenziale per garantire la stabilità di un ecosistema, cioè la capacità di mantenere nel futuro i processi ecologici che avvengono all’interno di un ecosistema e la sua biodiversità”. Questa è la definizione letterale di “Sostenibilità”, che enuncia un concetto molto semplice e allo stesso tempo decisamente astratto. Certamente agli antipodi rispetto ai ritmi biologici del mondo della moda cui siamo stati abituati. O forse no?

Sarebbe possibile, arrivati a questo punto, inaugurare un new deal ecosostenibile, che non sia un mero slogan ma una reale svolta nel modo di vivere e sviluppare l’industria del fashion? È certamente presto per rispondere a questa domanda, ma gli ultimi mesi ci hanno fornito spunti di riflessione innegabilmente positivi. Finalmente.

Un’iniziativa in particolare, alla quale è stato dato un risalto tristemente e immeritatamente minimo, dovrebbe far riflettere sulle infinite possibilità che moda, ricerca e creatività possono aprire, quando stimolate e finanziate attivamente. Si tratta della mostra Grow inaugurata a Marzo 2021 dal Fashion For Good Museum di Amsterdam, il primo museo interamente dedicato alla moda sostenibile che ha aperto i battenti già nel 2018 e al quale il fashion system si ostina a non riconoscere i dovuti meriti. Grow non è solo una mostra, bensì una riflessione collettiva dedicata all’innovazione sostenibile nel campo dei biomateriali, che propone tessuti ricavati dalla buccia della frutta, finta pelle cresciuta grazie a funghi speciali, seta di ragno, tinture prodotte da batteri e alghe. L’obiettivo della mostra è quello di spiegare al pubblico cosa siano i biomateriali, in che modo siano diversi e più sostenibili rispetto alle fibre tradizionali come il cotone e la canapa e quali effettivi benefici l’ecosistema e l’industria della moda potranno trarre dal loro utilizzo. Naturalmente buona parte di questi materiali non sono ancora in produzione né disponibili al grande pubblico. Dunque, il museo Fashion For Good ha deciso di accelerare i tempi fornendo ad alcuni talenti emergenti del fashion design gli strumenti per trasformare questa riflessione sui biomateriali in realtà. L’esibizione Grow sarà infatti seguita da un progetto chiamato Grow Talent: durante un programma di tre mesi alcuni giovani designer olandesi dovranno effettivamente utilizzare gli innovativi biomateraili presentati durante la mostra e crearne dei capi che smentiscano il luogo comune per cui ciò che è ecosostenibile generalmente manca di eleganza e commerciabilità. I lavori che vedranno la luce alla fine di questi tre mesi di ricerca e incubazione verranno presentati in un’ ulteriore mostra del Fashion For Good: Grow 2.0, che sarà inaugurata a ottobre 2021.

Fiorenza Sparatore