Morta Enrica Bonaccorti, l’ultima intervista per Domanipress:« Soffro di un’empatia esagerata»

Il mondo dello spettacolo italiano piange Enrica Bonaccorti, autrice, conduttrice e paroliera tra le più sensibili e raffinate della televisione e della musica italiana. Una carriera lunga decenni, costruita con eleganza, intelligenza e soprattutto con una qualità rara: la capacità di ascoltare davvero gli altri.

Proprio questa sensibilità emergeva con forza anche nell’ultima intervista rilasciata a DomaniPress, in cui Bonaccorti raccontava con grande sincerità il suo modo di vivere la comunicazione e il rapporto con il pubblico.

Leggi qui l’intervista completa
https://www.domanipress.it/intervista-enrica-bonaccorti-seguo-linsegnamento-di-domenico-modugno-in-tv-come-nella-vita-soffro-di-unempatia-esagerata/

Parole che oggi suonano ancora più intense e quasi testamentarie.

«Ti posso dire che da sempre “soffro” di un’empatia esagerata, mi immedesimo anche troppo nelle storie. In realtà non devo trovare nessuna “chiave”, tutto avviene in maniera naturale, non cerco la lacrima a tutti i costi, anzi, mi piace anche sdrammatizzare».

Era questo il segreto del suo stile: una comunicazione autentica, mai forzata, capace di unire leggerezza e profondità. Bonaccorti vedeva il lavoro in televisione come una missione culturale e civile, non solo come intrattenimento.

«Io sono innamorata, appassionata di comunicazione, mi piace portare alla gente non le mie opinioni ma le informazioni, e devono essere tutte corrette, ci tengo particolarmente a questo aspetto. Bisogna che non ci sia nessuna superficialità se si fa questo lavoro. Se poi si riesce a comunicare attraverso lo spettacolo, se si fa compagnia arricchendo chi ci segue, e non appiattendo e banalizzando, vuol dire che si riesce a fare bene il proprio mestiere».

Oltre alla televisione, Enrica Bonaccorti ha lasciato un segno indelebile anche nella musica italiana. Fu lei a scrivere due brani diventati immortali grazie alla voce di Domenico Modugno: “La lontananza” e “Amara terra mia”, canzoni che ancora oggi attraversano generazioni.

Quando le venne chiesto perché oggi sia più difficile creare evergreen come quelli, rispose con una semplicità disarmante.

«In questi due brani c’è solo verità che la musica e l’interpretazione di Modugno hanno fatto diventare poesia. E la poesia, se è bella, è eterna, per questo sono dei brani che non moriranno mai».

Con la sua scomparsa se ne va una delle figure più eleganti della televisione italiana, capace di raccontare le persone senza filtri e senza cinismo, con quella “empatia esagerata” che per lei non era un difetto, ma la forma più pura di umanità.

E forse proprio per questo il pubblico continuerà a ricordarla: perché sapeva ascoltare il cuore degli altri prima ancora delle loro parole.

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