Mina torna ancora una volta a lasciare il segno senza bisogno di mostrarsi. Questa volta lo fa con un brano legato a uno dei momenti più simbolici della recente Milano Fashion Week. A chiudere la prima sfilata prêt-à-porter interamente curata da Silvana Armani, nipote del compianto Giorgio Armani, sono state infatti le note di A costo di morire, interpretata dalla voce inconfondibile della Tigre di Cremona.
Il brano ha accompagnato il finale della sfilata Autunno Inverno della maison, diventando un tributo intenso allo stilista scomparso e trasformando la passerella in un momento carico di memoria e passaggio simbolico. Un omaggio che unisce musica e moda nel nome di due icone della cultura italiana.
L’episodio ha riacceso inevitabilmente l’attenzione su Mina, artista capace di restare centrale nella scena musicale pur lontana dalle esibizioni pubbliche da oltre quarant’anni. E insieme alla curiosità per i suoi progetti discografici, cresce anche l’interesse per chi da anni segue e cura il suo lavoro dietro le quinte: Massimiliano Pani, figlio della cantante, musicista e produttore.
Massimiliano Pani ospite nel Salotto di Domanipress
Proprio Massimiliano Pani è stato ospite nel Salotto di Domanipress, dove ha raccontato il rapporto con una delle voci più importanti della musica italiana e il modo in cui ha costruito la propria carriera accanto a una figura così imponente.
Alla domanda su cosa significhi essere il figlio di una leggenda come Mina, Pani ha risposto con grande lucidità: “Per me la vera grande fortuna non è essere stato il figlio di Mina ma l’aver imparato questo meraviglioso mestiere da Mina: questo è il vero privilegio”.
Il produttore ha poi sottolineato la straordinaria attualità della cantante: “Non è da tutti dopo sessant’anni di carriera essere al primo posto in classifica con un disco di inediti. Questo dimostra quanto lei sia contemporanea e quanto abbia ancora molto da dire”.
Pani ha ricordato anche il contesto artistico in cui è cresciuto: “Mina è un’artista completa dal punto di vista musicale, ho imparato tanto da lei e dai musicisti che hanno lavorato al suo fianco. Anche mio padre è stato un grande attore di teatro che ha lavorato molto per la radio, la televisione ed il cinema. Io mi considero un buon artigiano ma gli artisti veri in famiglia sono e saranno sempre loro due”.
Il ritiro dalle scene e una visione in anticipo sui tempi
Uno dei temi più attesi dai fan resta naturalmente quello del ritorno dal vivo della cantante, lontana dalla televisione dal 1974. Anche su questo punto Massimiliano Pani ha offerto una chiave di lettura interessante.
“Mia madre ha capito prima degli altri che i palinsesti televisivi stavano cambiando. La televisione di ‘Studio 1’, ‘Teatro 10’ e ‘Milleluci’, quella del varietà e dei grandi contenuti, non esisteva più e si stava estinguendo”, ha spiegato.
Secondo Pani, Mina è sempre stata una pioniera anche nell’uso della tecnologia: “Nel 2001 realizzò il documentario live ‘Mina in studio’, diffuso online quando il digitale non era ancora pronto. Ebbe talmente tante visualizzazioni da far cadere la connessione della rete”.
Sulla possibilità di rivederla un giorno dal vivo, la risposta resta prudente: “Se la tecnologia arrivasse a un livello capace di trasmettere davvero emozioni allora non sarebbe difficile per lei tornare a fare televisione o spettacoli live. Ma fare televisione come oggi o cantare in uno stadio credo non sia più possibile”.
L’inedito dedicato a Giorgio Armani e le parole di Massimiliano Pani raccontano dunque un’artista che continua a parlare al presente. Anche senza apparire, Mina resta una delle figure più influenti della musica italiana, capace di attraversare epoche e linguaggi restando sempre fedele alla propria visione.
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Intervista a Massimiliano Pani: vi racconto tutto su mia madre Mina




