C’è una nuova luce che attraversa Hollywood, e questa volta arriva da Assisi, passa per la Sardegna e finisce dritta sulla scrivania di Martin Scorsese. Il regista che ha trasformato il peccato in arte e la redenzione in linguaggio visivo mette la sua voce – e la sua eredità – nella nuova stagione di “The Saints”, la serie sulla piattaforma Fox Nation che racconta le vite dei santi del nostro tempo.
Tra queste, una spicca come una fenditura nel presente: quella di Carlo Acutis, il primo santo millennial della storia della Chiesa, canonizzato di recente da Papa Leone XIV e ormai divenuto simbolo di spiritualità digitale.
A vestirne i panni è Jacopo Iebba, vent’anni, madre di Bolotana e un ciondolo dei Mamuthones al collo come bussola personale. Un portafortuna che lo ha accompagnato dall’infanzia fino al set romano e poi ad Assisi, dove ha interpretato il ragazzo che ha reinventato il concetto di fede per le nuove generazioni.
Il suo viaggio comincia da un self-tape registrato in cameretta. E finisce sull’agenda di Francesca Scorsese, figlia del leggendario regista e alla regia dell’episodio dedicato ad Acutis. «È stata solare, aperta, mi ha lasciato spazio. Mi ha fatto sentire parte di qualcosa più grande di me», racconta Jacopo. Sul set, Scorsese padre non c’era fisicamente, ma la sua voce sì: «Durante le call di preparazione, ogni tanto parlavano tra loro. Sentire anche solo una sua risata in sottofondo è stato un sogno».
Carlo, il santo che ha capito il web prima del web
La storia di Carlo Acutis non è solo una parabola di fede. È una profezia. Un’anticipazione del nostro modo di abitare l’online – molto prima che TikTok e Instagram riscrivessero il concetto di identità.
E chi poteva raccontarlo meglio se non sua madre, Antonia Salzano, che a Domanipress ha consegnato uno dei ricordi più luminosi del figlio?
Estratto dall’intervista esclusiva su Domanipress:
«Carlo ha capito che internet aveva un potenziale enorme. Diceva: “Con un click sono in Alaska, a New York, in Australia”. Il mondo diventava piccolissimo. Ha usato la rete per evangelizzare, realizzando siti e soprattutto la mostra sui miracoli eucaristici, che ha fatto il giro del mondo. Negli Stati Uniti ci sono 18.000 parrocchie: la sua mostra è arrivata in oltre 10.000 di esse, ma anche in Cina, Giappone, Africa, Australia, Europa. Ha raggiunto persone lontanissime. È per questo che il PC è diventato il simbolo della sua santità.»
E quando le si chiede se la tecnologia la spaventasse, risponde con una serenità che oggi sembra quasi rivoluzionaria:
«Carlo utilizzava internet con equilibrio. A otto anni aveva deciso da solo di giocare alla PlayStation solo un’ora a settimana, perché aveva letto che negli Stati Uniti molti ragazzi finivano in cliniche per la dipendenza dai videogiochi.»
L’intervista completa è disponibile qui:
Domanipress: https://www.domanipress.it/video-intervista-esclusiva-antonia-salzano-la-mamma-di-san-carlo-acutis-vi-racconto-di-mio-figlio-del-suo-amore-incondizionato-e-della-santita-che-parla-ai-giovani/
Video YouTube: https://youtu.be/B_V-rGo2NGw?si=poJ7nq1edX24P0xX
Il film che mancava? Forse sì, e ora arriva
Con “The Saints”, Scorsese accende per la prima volta una luce mainstream sulla figura di Carlo Acutis. Un racconto che unisce spiritualità e cultura digitale, adolescenza e vocazione, nella lente di un autore che ha sempre decifrato l’anima umana nelle sue contraddizioni più viscerali.
Jacopo Iebba interpreta un Acutis intimo, concreto, contemporaneo. Un ragazzo normale diventato un simbolo globale. Un santo che parlava del cielo usando il linguaggio della rete.
La sua storia, oggi, trova finalmente un respiro cinematografico.
E chissà che questa non sia solo una anticipazione di quello che potrebbe diventare, presto, un vero film dedicato al “santo del web”.
Perché alcune storie non chiedono attenzione: la pretendono.
E questa, senza dubbio, è una di quelle.




