Il ritorno di Madame non è solo musica: è una frattura. Con “Disincanto”, la cantautrice veneta entra a gamba tesa nel cuore dell’industria e, con il brano “Mai più”, apre quello che molti definiscono ormai un vero vaso di Pandora. Non un semplice sfogo, ma una presa di posizione che mette in discussione dinamiche, poteri e silenzi del rap italiano.
Il punto più discusso? Un riferimento tutt’altro che velato a Shablo, figura chiave tra produzione e management. L’incastro di parole nell’intro – quel “diablo -ablo” – ha acceso immediatamente il dibattito: un gioco fonetico che, per molti, diventa un’accusa implicita. Madame non fa nomi diretti, ma il bersaglio sembra chiarissimo a chi conosce le dinamiche della scena.
Il cuore della questione non è però il dissing – che lei stessa rifiuta – ma il sistema. Madame parla di un’industria dove il successo non si gioca solo sul talento, ma su strategie, relazioni e meccanismi opachi. Il passaggio sul “primo manager che gareggia a Sanremo” suona come una stoccata precisa a un mondo dove i ruoli si mescolano e il confine tra artista e regia dietro le quinte si fa sempre più sottile.
E poi c’è l’altro affondo, forse ancora più esplosivo: quello contro una certa stampa musicale. Le accuse sono dirette, dure, senza filtro. Il racconto è quello di un sistema in cui anche l’informazione rischia di diventare parte del gioco, piegandosi a logiche economiche più che artistiche. Un’accusa che, se confermata o anche solo percepita come plausibile, cambia completamente la narrazione del settore.
In questo scenario, il nome di Shablo diventa simbolico: non solo una persona, ma un modello di potere dentro la musica italiana contemporanea. È qui che “Mai più” smette di essere una canzone e diventa un manifesto.
Madame, però, non si tira indietro. Anzi, rilancia: “Non è un dissing, è la verità”, ha spiegato, rivendicando ogni parola. Una dichiarazione che suona come una sfida aperta, ma anche come una liberazione personale. Perché in fondo, tra accuse e autocritica, emerge un filo chiaro: il desiderio di tornare a essere autentica, anche a costo di esporsi.
E forse è proprio questo il punto più scomodo. Non tanto chi viene colpito, ma il fatto che qualcuno abbia deciso di parlare. In un ambiente dove – come suggerisce la stessa artista – molti sanno, ma pochi dicono, “Mai più” rompe il silenzio.
Il risultato? Un terremoto destinato a lasciare segni. Perché quando si scoperchia un vaso di Pandora, è difficile richiuderlo.




