Luca Argentero verso l’addio a “Doc”? Al Salotto di Domanipress la confessione: «Con questa serie ho chiuso un bellissimo cerchio»

Il futuro di Luca Argentero dentro “Doc – Nelle tue mani” potrebbe essere molto diverso da quello a cui il pubblico si è abituato negli ultimi anni. Dopo aver trasformato il dottor Andrea Fanti in uno dei personaggi più riconoscibili della fiction italiana contemporanea, l’attore sarebbe infatti destinato a lasciare progressivamente il centro della scena.

A confermare il cambiamento è stata Maria Pia Ammirati, direttrice di Rai Fiction, spiegando che il passaggio di testimone avverrà in maniera graduale, rispettando i tempi narrativi e le esigenze artistiche e personali dell’attore. Nessun addio improvviso, dunque, ma l’inizio di una trasformazione che potrebbe cambiare profondamente l’identità della serie.

Argentero protagonista anche nella quarta stagione

Prima della possibile rivoluzione, il pubblico ritroverà comunque Luca Argentero nei panni di Andrea Fanti anche nella quarta stagione di “Doc – Nelle tue mani”. I nuovi episodi, sedici complessivi distribuiti in otto serate, sono previsti in prima serata su Rai1 a partire dal 24 settembre 2026.

La nuova stagione continuerà a mettere al centro il rapporto tra medicina e persone, affrontando anche temi di stretta attualità come la crisi della sanità pubblica, la carenza di personale e le difficoltà che attraversano ospedali e reparti.

Il cambiamento più profondo dovrebbe invece arrivare con la quinta stagione, ancora in fase di scrittura e prevista per il 2027. Ammirati l’ha definita una stagione per certi versi “rifondativa sul piano narrativo”. Argentero dovrebbe continuare a far parte dell’universo della serie, ma con un ruolo progressivamente meno centrale.

Quando Luca Argentero raccontava “Doc” al Salotto di Domanipress

Parole che oggi assumono un significato particolare se rilette alla luce dell’intervista che Luca Argentero aveva concesso al Salotto di Domanipress. Parlando proprio del rapporto con la fiction Rai, l’attore aveva descritto Doc come una delle tappe più importanti del proprio percorso professionale.

«Doc è una bellissima tappa della mia carriera; io quest’anno compio vent’anni, di progetti ne ho attraversati tantissimi, e Doc rappresenta un po’ una chiusura del cerchio rispetto all’affetto che io ho per questo lavoro e all’affetto per il pubblico».

Argentero aveva sottolineato soprattutto un elemento diventato centrale nel successo della serie: la capacità di riportare davanti allo stesso schermo pubblici e generazioni differenti.

«Credo che il vero successo del nostro lavoro sia quando riesci a unire la qualità con la fruibilità delle persone; l’idea che ci sia tutta la famiglia davanti al televisore a vedere Doc, persone di diverse età che si riuniscono sul divano per vedere la stessa cosa, invece di rifugiarsi ognuno sul proprio schermo a guardare cose diverse, questo è motivo di grande soddisfazione».

Per l’attore, dunque, Doc non rappresentava soltanto una serie televisiva di successo, ma anche la dimostrazione che un prodotto popolare può riuscire a mantenere insieme qualità, grande pubblico e riconoscibilità.

«Con Doc ho chiuso un bellissimo cerchio»

Rilette oggi, quelle dichiarazioni sembrano quasi anticipare il momento di trasformazione che la fiction sta attraversando. Argentero parlava infatti di “chiusura del cerchio” con grande serenità, senza nascondere la sensazione di avere già raggiunto molto dal punto di vista professionale.

Durante la stessa intervista a Domanipress, l’attore aveva raccontato di sentirsi profondamente appagato dal percorso costruito tra cinema, televisione, teatro e scrittura.

«Non lo so. Devo essere sincero, io sono veramente molto appagato del mio percorso e, ripeto quello che ho detto prima, ovvero che con Doc ho chiuso un bellissimo cerchio, lo stesso è accaduto con il libro, per cui tutto quanto arriverà da oggi in poi è un dono, è un di più a un percorso già molto fortunato e già ricco di tante cose diverse».

Una dichiarazione che acquista oggi un peso diverso. Non necessariamente quello di un addio, ma certamente quello di un attore consapevole di essere arrivato a un punto importante della propria carriera e pronto, eventualmente, ad aprire una nuova fase.

Il futuro potrebbe essere anche dietro la macchina da presa

Tra gli obiettivi ancora da esplorare, Argentero aveva indicato proprio la scrittura per il cinema e la televisione. Un terreno che potrebbe diventare sempre più importante nel suo futuro artistico.

«Non ti nego che mi piacerebbe, per esempio, scrivere la sceneggiatura di un film, di una serie; scrivere mi piace molto, che sia una favola o che sia un romanzo, ma mi piacerebbe sperimentare la scrittura per lo schermo, o meglio, l’ho già sperimentata, si tratta ora di capire se quel tipo di scrittura riesco a farla arrivare sullo schermo».

Il possibile ridimensionamento del suo ruolo in Doc, quindi, potrebbe coincidere anche con l’apertura di nuovi spazi creativi: non soltanto davanti alla macchina da presa, ma forse anche nella costruzione delle storie.

La vera sfida di “Doc” sarà continuare senza dipendere soltanto da Fanti

Il passaggio di testimone rappresenterà inevitabilmente una delle sfide più delicate per Rai Fiction. Andrea Fanti non è stato soltanto il protagonista della serie: ne è diventato il centro emotivo, il volto attraverso cui il pubblico ha seguito storie di malattia, memoria, rinascita, famiglia e rapporti umani.

Proprio per questo la transizione annunciata appare prudente. Nessuna cesura immediata, nessuna uscita improvvisa, ma una progressiva ridefinizione degli equilibri narrativi.

La quinta stagione dovrà quindi dimostrare se “Doc – Nelle tue mani” può evolversi senza perdere la propria identità e se il pubblico sarà disposto ad accettare una serie in cui Andrea Fanti non rappresenti più necessariamente il centro assoluto del racconto.

Nel frattempo restano le parole pronunciate da Argentero al Salotto di Domanipress: «Con Doc ho chiuso un bellissimo cerchio». Una frase che allora raccontava soprattutto gratitudine e soddisfazione. Oggi, inevitabilmente, sembra anche il possibile prologo di un passaggio di testimone.

 

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