Luca Argentero è stato ospite del Salotto di Domanipress e, tra riflessioni intime e nuovi orizzonti professionali, ha confermato tutta la forza di un interprete capace di tenere insieme fascino, misura e inquietudine. Oggi, però, a colpire più di tutto è il suo nuovo volto televisivo: quello di Lorenzo Ligas, avvocato brillante, cinico, autodistruttivo e per questo terribilmente magnetico.
Con Ligas, Argentero si allontana dall’immagine dell’eroe positivo e rassicurante e sceglie invece un personaggio più scomodo, più irregolare, più vivo. Un uomo che inciampa, che si sabota, che si muove sul filo tra talento e caduta. Ed è proprio qui che nasce il fascino della serie: in quell’ambiguità morale che rende il protagonista imprevedibile, mai davvero addomesticabile.
Nel corso dell’incontro con DomaniPress, Argentero ha raccontato anche il suo rapporto con l’immaginazione, con il lavoro dell’attore e con quel bisogno profondo di entrare dentro storie capaci di lasciare un segno.
«Io faccio un mestiere che vive della capacità dell’essere umano di sognare, di immaginare storie, di portarle agli altri, quindi è una parte integrante del mio modo di vivere, di lavorare, di intendere in generale la vita».
È una frase che, riletta oggi, sembra adattarsi perfettamente anche al suo nuovo percorso. Perché Ligas è un personaggio che vive proprio di stratificazioni: intelligenza eccessiva, ironia come difesa, ferite mai del tutto rimarginate. Non è l’uomo che salva tutti. È semmai quello che entra nelle crepe, le abita, le usa per leggere il mondo. E Argentero, nel dargli corpo, sembra essersi concesso una libertà nuova.
In questo senso, il suo racconto al Salotto di Domanipress aiuta a capire meglio anche il momento che sta vivendo artisticamente. C’è una maturità più profonda nel suo sguardo, una consapevolezza che emerge anche quando parla del proprio mestiere e della fortuna di poter vivere dentro l’immaginario.
«È una grossa fortuna, perché io lavoro costantemente con l’immaginario».
Parole che restituiscono il ritratto di un attore che non ha mai smesso di interrogarsi su ciò che racconta e su come lo racconta. E forse anche per questo Ligas funziona: perché non è costruito per piacere a tutti, ma per lasciare una traccia. È un personaggio che divide, punge, seduce. Uno di quelli che non cercano consenso, ma attenzione.
Eppure, dietro la durezza del nuovo ruolo, resta intatta anche quella sensibilità che Argentero aveva già lasciato emergere nell’intervista a Domanipress, quando aveva parlato del valore dei sogni e della loro funzione quasi necessaria nella vita di ciascuno.
«Il sogno, in particolare, aiuta il cervello a rimettersi in sesto dopo una giornata di lavoro, in cui sono successe un sacco di cose».
È interessante che un attore oggi associato a un personaggio tanto spigoloso continui a portarsi dentro una riflessione così delicata sulla dimensione interiore. Forse è proprio questo contrasto a renderlo credibile anche nei ruoli più oscuri: la capacità di non perdere mai il contatto con ciò che è fragile, umano, essenziale.
Nel legal drama che lo vede protagonista, Luca Argentero veste dunque i panni di un antieroe contemporaneo, uno che sa essere elegante e brutale, lucido e autodistruttivo, seducente e fuori asse. Ma il risultato non è una semplice trasformazione di immagine: è un passaggio di tono, quasi di pelle. E lui lo affronta con la naturalezza di chi ha ormai imparato che i personaggi più interessanti non sono quelli perfetti, ma quelli che portano addosso il segno delle contraddizioni.
Al Salotto di Domanipress, Argentero aveva lasciato anche un’altra riflessione che oggi suona quasi come una dichiarazione poetica sul suo percorso:
«Tutto quanto arriverà da oggi in poi è un dono, è un di più a un percorso già molto fortunato e già ricco di tante cose diverse».
Una frase che racconta gratitudine, ma anche consapevolezza. E che forse spiega perché oggi possa permettersi di scegliere personaggi come Ligas: uomini meno comodi, meno lineari, ma infinitamente più interessanti da esplorare.
Cinque curiosità sulla serie “Avvocato Ligas”
1. È il primo legal drama originale di Sky in Italia
La serie segna un passaggio importante nella produzione televisiva italiana: “Avvocato Ligas” è infatti il primo legal drama prodotto interamente da Sky in collaborazione con Fabula Pictures. Un progetto che punta a raccontare il mondo giudiziario con un tono più realistico e contemporaneo rispetto alle fiction tradizionali.
2. È tratta da un romanzo di Gianluca Ferraris
Il personaggio di Lorenzo Ligas nasce dalla penna del giornalista e scrittore Gianluca Ferraris, autore del romanzo “Un caso complicato per l’avvocato Ligas. Perdenti”. La serie prende spunto dal libro, ma amplia la storia introducendo nuovi casi e approfondendo il lato più tormentato del protagonista.
3. Luca Argentero interpreta un antieroe pieno di difetti
Dopo anni di ruoli positivi, Argentero ha scelto un personaggio completamente diverso. Ligas è brillante ma autodistruttivo, geniale ma incapace di tenere in piedi la propria vita privata. L’attore ha raccontato di essersi divertito proprio a interpretare un uomo pieno di crepe, cinico e imprevedibile.
4. Milano è una vera protagonista della serie
La storia è ambientata nel cuore di Milano e la città diventa parte integrante del racconto. Dalle aule del Palazzo di Giustizia ai quartieri più vivaci come Brera, Isola e i Navigli, la metropoli viene mostrata in tutta la sua ambiguità: elegante ma anche dura, perfetta ma piena di contraddizioni. Un riflesso perfetto del carattere di Ligas.
5. Anche Cristina Marino appare nella serie
In uno degli episodi compare Cristina Marino, attrice e moglie di Luca Argentero nella vita reale. È il suo ritorno davanti alla macchina da presa dopo una pausa dedicata alla famiglia. Una presenza speciale che ha reso ancora più curioso il set della serie.




