La vacanza ecosostenibile è possibile: chi trascorre un’estate in Val d’Ega non fa un favore soltanto a se stesso ma anche al pianeta

Chi trascorre un’estate in Val d’Ega non fa un favore soltanto a se stesso ma anche al pianeta, scegliendo una destinazione che ormai da anni ha sposato l’idea di un turismo e di una vita ecosostenibile. Il che rende questo luogo verdissimo sotto ogni punto di vista.

Premesso che, grazie a Mobile e Guest Pass – che consentono di utilizzare 18 impianti di risalita e mezzi di trasporto pubblico “altoadigemobilità” – è praticamente possibile dimenticare di avere un’automobile, il cuore soleggiato delle Dolomiti ha infatti col tempo messo in campo una serie di iniziative che riducono al minimo l’impatto ambientale e promuovono un soggiorno in totale armonia con la natura.

Se cinque centrali idroelettriche forniscono elettricità a oltre 5mila famiglie e imprese senza emissione di CO2, due centrali di teleriscaldamento alimentate con biomassa locale consentono un risparmio di circa 1,2 milioni di litri d’olio combustibile all’anno. Sono 36 le strutture ricettive che riscaldano l’acqua e gli ambienti usando pannelli solari o impianti alimentati a cippato o pellet, e 27 quelle che generano autonomamente l’elettricità e riscaldano l’acqua e i locali avvalendosi di impianti fotovoltaici.

Al momento, questo angolo verde del Patrimonio Naturale dell’Umanità UNESCO può vantare 4 hotel che, avendo aderito al Patto per la Neutralità Climatica 2025, misurano annualmente la loro impronta di CO2 e cercano di ridurla o compensarla il più possibile. Lo stesso vale per Carezza Dolomites, primo comprensorio sciistico a gestione privata ad aver sottoscritto il Patto.

Premiato con l’argento dall’Agenzia CasaClima nel 2019, il comune di Nova Ponente ha avuto successo nelle aree pianificazione e sviluppo del territorio, strutture ed edifici comunali, produzione e distribuzione, mobilità, organizzazione interna, comunicazione e cooperazione per raggiungere gli obiettivi di qualità prescritti. Seguendone l’esempio, il comune di Nova Levante è attualmente in fase di certificazione. 

Da 16 anni, il comprensorio sciistico di Obereggen dispone di un sistema di gestione ambientale certificato secondo la norma ISO 14001, nel rispetto della quale, durante i lavori sulle piste, viene seminata la miscela di sementi di Obereggen per mantenere la biodiversità dei prati.

Sul piano dell’enogastronomia, dell’allevamento e della coltivazione, i dati parlano di 38 masi agricoli che optano per un agriturismo autentico in Alto Adige, di 18 aziende agricole della valle che creano prodotti etichettati come biologici, nel pieno rispetto della legislazione europea sull’agricoltura biologica, e di sei aziende agricole certificate Bioland Alto Adige, in virtù del loro impegno nella protezione attiva di clima, suolo e natura, nonché nella promozione della biodiversità attraverso diverse misure di greening. 

Ben nove stazioni sul territorio offrono la ricarica gratuita per le bici elettriche, mentre tre degli eventi locali più importanti sono certificati come “Green Events”, ovvero organizzati in modo ecosostenibile.

Non si può chiudere questo capitolo verde, senza aver prima almeno accennato al rifugio Oberholz (quota 2096 m), vero miracolo del design ecosostenibile che domina la pista dalla quale ha preso in prestito il nome e si riscalda esclusivamente grazie all’energia geotermica. Perfettamente inserita nel paesaggio montano, la struttura offre una vista panoramica a 360 gradi sulle Dolomiti dalla terrazza e grazie ad ampie vetrate che dialogano armoniosamente con la natura circostante. Quella di utilizzare legni locali come l’abete rosso per le travature e il larice grigio per gli esterni è una scelta in favore della sostenibilità e del contenimento dei costi ma anche un modo per annullare i confini col paesaggio e richiamare le forme e il sapore delle tradizionali baite altoatesine.

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