La Pasqua resiliente ai tempi del coronavirus: da soli o in famiglia, non rinunciamo per nessun motivo alle nostre tradizioni

Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi” dicevano.

Quante volte abbiamo usato questo detto come scusante pur di evitare noiosi e lunghissimi pranzi in famiglia? Eppure oggi, contro qualsiasi previsione, in molti sarebbero disposti a pagare oro (metaforicamente parlando) pur di poter trascorrere qualche ora in compagnia dei propri cari. Che siano un paio o centinaia di chilometri a tenervi lontano da casa, non conta.

Non intendo certo “casa” nel senso più circoscritto del termine. Non parlo dell’edificio, ma di abbracci, sorrisi, momenti felici e perché no, anche di qualche discussione di troppo. Chi l’avrebbe mai detto che un giorno avremmo rimpianto le litigate per l’ultimo pezzo di cioccolato rimasto? Per non parlare della diatriba tra i puristi del fondente e gli amanti del cioccolato al latte. In famiglia, chi ricopre il ruolo di paciere sa che esiste solo una cosa capace di mettere tutti d’accordo: l’amatissimo uovo di pasqua.

Negli ultimi giorni, mentre mi rattristavo chiedendomi che gusto potesse mai avere una Pasqua senza l’abbacchio al forno con patate di mia madre, sono giunta ad una sorprendente conclusione: le cose accadono nell’esatto momento in cui devono accadere. Superficialmente, il fatto che questa difficile reclusione sia capitata in concomitanza della Pasqua, potrebbe sembrare una banale casualità, nonché una grandissima sfiga. Questo perché, nel tempo, abbiamo dimenticato il reale significato di questa festività. Al di là delle specifiche credenze religiose, da sempre la Pasqua è universalmente riconosciuta come un momento in cui si costruiscono le fondamenta per un nuovo inizio. Un po’ come se fosse un “secondo” capodanno.

Oggi più che mai, per ciascuno di noi, credere in una possibile ricostruzione è un sacrosanto dovere. Quale modo migliore per farlo quindi se non festeggiando? Non rinunciate per nessun motivo al mondo alle vostre tradizioni. Per la prima volta non sarete obbligati a dovervi “dividere” facendo inevitabilmente sgarbi a qualcuno. Potete virtualmente trascorrere la colazione con i vostri genitori, per poi “pranzare” via Skype con i vostri migliori amici. Nel caso in cui invece il coronavirus vi tenesse lontani dalla vostra dolce metà, lo schermo del vostro smartphone si rivelerà un valido alleato per un primo approccio tra famiglia – fidanzato/a. Guardate il bicchiere mezzo pieno, i vostri parenti non potranno farvi sotterrare dalla vergogna rivangando spiacevoli momenti riguardanti la vostra adolescenza.

Sì alla torta al formaggio, alla corallina, al casatiello e alle uova sode. Una volta l’anno sentiamoci un po’ inglesi anche noi, prediligiamo il salato e rimandiamo cappuccio e cornetto (brioche o come preferite chiamarla) al giorno successivo. A pranzo, largo spazio alla fantasia o se preferite, andate sul sicuro puntando sui cavalli di battaglia di mamme, nonne e zie. Dulcis in fundo colomba, pastiera e tanto tanto cioccolato. E se il giorno dopo vi doveste alzare con il volto costellato di brufoli, diciamoci la verità, mai come questa volta rimarrebbe un piccolo segreto tra voi e le quattro mura della vostra camera…

Spero quindi che, nonostante tutto, possiate trascorrere una felice e serena Pasqua. Voi, la vostra famiglia … ovunque essa si trovi.

Cristina Ciurleo