Un universo musicale fatto di storie vere e di contenuti di spessore quello di Mirkoeilcane, al secolo Mirko Mancini, cantautore romano classe ’86 quest’anno in gara per la 68° edizione del Festival di Sanremo nella categoria “Nuove Proposte” con un brano desueto rispetto ai canoni festivalieri dalle alte qualità musical-letterarie intitolato “Stiamo tutti bene” prodotto da Steve Lyon (già produttore di Paul McCartney, Depeche Mode, The Cure) che anticipa il secondo album di inediti intitolato “Secondo me”. Mirkoeilcane canta, con tono narrante, il racconto tratto da una storia vera di un bambino che attraversa il mare clandestinamente e che vede scorrere gli eventi davanti a sé con lo sguardo di chi non ha abbastanza strumenti per capire ma inizia a comprendere la drammatica realtà che gli si svela davanti. Ancor prima di essere presentato sul palco dell’Ariston il brano ha emozionato nomi celebri dello spettacolo italiano come Gabriele Salvadores che lo ha lodato nella serata introduttiva di Sarà Sanremo ed ha già ricevuto riconoscimenti importanti come la candidatura per il prestigioso Premio Lunezia. Noi di Domanipress abbiamo avuto modo di ospitare Mirkoeilcane nel nostro salotto per scoprire questo nuovo cantautore che siamo certi non mancherà di stupire il pubblico del Festival di Sanremo.

Il brano “Stiamo tutti bene” è uno dei più intensi di questo Festival di Sanremo, già candidato al premio Lunezia, e tratta una tematica importante quanto difficile da esprimere in musica. Com’è nata?

Il brano è nato in un periodo in cui ho letto e visto in tv molte storie legate al tema dell’immigrazione. Una sera fuori da un locale che frequento spesso a Roma mi è capitato di parlare con un ragazzo che spontaneamente mi ha raccontato il modo in cui era arrivato in Italia…una storia come puoi immaginare atroce, eppure mentre parlava di quei momenti così drammatici a bordo del barcone aveva un sorriso, quello di chi era riuscito a sopravvivere. La sua storia mi colpì molto e tornato a casa ho preso il mio quadernino e la penna ed ho iniziato a lavorare al testo.

Questo Festival di Sanremo si colloca in un periodo politico importante e difficile in vista delle elezioni politiche del 4 marzo, qualcuno lo ha definito il “Festival della par condicio”. Il tuo brano lancia un messaggio sociale in tema di immigrazione con un racconto di vita vera…Come vivi questa tensione?

Io sono lontano dalla politica e la mia generazione sicuramente non ha vissuto la “passione” politica, non ci hanno fatto appassionare molto a quella parte della vita quindi la vivo in maniera distaccata…nella mia canzone non c’è politica o la volontà di esprimere un giudizio o uno schieramento…a dirla tutta il bambino si chiama Mario e non è scritto da nessuna parte di che nazione sia e da che parte del mondo provenga. Tutto il testo è volutamente tenuto “largo” lontano dalle ideologie. Mi spaventa di più il fatto che alcune persone possano fraintendere la canzone.

Dopo la partecipazione al Festival di Sanremo pubblicherai il tuo secondo album di inediti, i tuoi brani ricordano molto da vicino i grandi cantautori del passato…

In tutti i brani del mio nuovo album così come in “Stiamo tutti bene” curo con molta attenzione il testo e cerco di far passare attraverso la musica messaggi chiari e personali. A differenza del brano presentato a Sanremo posso dirti che i nuovi brani del prossimo album sono caratterizzati dall’ironia che è fa parte del mio modo di scrivere. Ovviamente parlando di un tema così importante come quello di “Stiamo tutti bene” era indelicato essere ironici…negli altri testi sono sicuramente più aperto a ridere della vita…alla maniera romanesca…

A proposito di Roma Claudio Baglioni che è un tuo concittadino quale consiglio ti ha dato per affrontare il palco dell’Ariston, avete avuto modo di incontrarvi?

C’è stato poco modo di incontrarlo, a parte qualche stretta di mano nei corridoi di Villa Ormond, ovviamente essendo direttore artisco è molto occupato e i ritmi sono molto frenetici a Sanremo, mi auguro vivamente nei momenti precedenti all’esibizione di riuscire ad avere una conversazione più lunga di quaranta secondi con lui è uno dei cantautori che apprezzo e stimo maggiormente.

Ma si va a Sanremo per vincere o per partecipare?

Se ti dicessi che ci vado solo per un passaggio sarei bugiardo, partecipo per far avvicinare quante più persone possibili alla mia musica e a quello che ho da dire…se penso alla competizione in se bhe sono sincero vado per vincere è ovvio.

Per esperienza personale te lo anticipo…Sanremo, sopratutto alla fine delle serate può diventare spesso un momento conviviale tra artisti ed addetti ai lavori. Quale idea ti sei fatto del cast dei tuoi colleghi Big, ci sono dei nomi che ti interessano particolarmente o con cui vorresti collaborare?

Non ho avuto modo di ascoltare i brani dei big in gara, mi incuriosisce moltissimo il brano di Ron con il testo del grande Lucio Dalla e sicuramente gli darò l’attenzione che merita. Non saprei dirti per chi farò il tifo su quel palco quest’anno c’è tutta la musica italiana che ascoltiamo ed amiamo. Invece che vederlo dal divano di casa quest’anno mi godrò il Festival di Sanremo dal backstage del teatro Ariston.

E pensando invece alle esibizioni passate della storia del Festival di Sanremo quali ricordi con maggiore interesse?

Mi ricordo con estremo piacere la canzone di Simone Cristicchi “Ti regalerò una rosa” che mi è rimasta impressa nel cuore e nella mente. Andando indietro ho apprezzato anche molto “Aria” di Daniele Silvestri. Un’esibizione ed un brano che meritava molto di più di quello che poi ha ricevuto.

Non ti chiederò perché hai deciso di farti chiamare Mirkoeilcane dato che mantieni il segreto e non lo riveli a nessuno…oltretutto spulciando il tuo facebook ho visto che possiedi un gatto. Mirko dov’è il cane?

Mi hanno accusato di aver fatto una bellissima trovata di marketing…in realtà non è nata così. “Mirkoeilcane” è un nome qualsiasi che mi è venuto in mente per una motivazione che tengo in segreto per gioco…mi diverte così tanto che ho continuato a farlo quindi non ti offendere ma non te lo posso dire (ride).

Va bene ma ci sarà un momento in cui deciderai di sciogliere questo segreto?

Non lo so per il momento mi piace molto questa storia del segreto poi non lo so, si cresce e si cambia…per il momento mi piace cosi.

Come ultima domanda parafrasiamo sempre il titolo del nostro magazine e chiediamo come vede il “Domani” Mirkoeilcane quali sono le tue speranze e le tue paure?

Il Domani lo vedo pieno di belle canzoni, abbiamo vissuto un periodo buio dove nella musica c’è stata un po’ di superficialità. Mi auguro da qui in poi di ascoltare musica ricca di contenuti, come quella di una volta, i contenuti sono importanti.

Simone Intermite