In libreria il nuovo libro di AN15 racconta la storia di tre giovani nella periferia milanese alla ricerca della felicità

Da pochi mesi è uscito, per i tipi di Algra Edizioni, il romanzo Underdog dell’artista milanese AN15. Non si tratta di un esordio, poiché l’autrice ha già pubblicato un altro romanzo intitolato Gatti nei Sacchi di Plastica. Con il suo secondo libro, AN15 torna a parlare di una generazione giovane, molto vicina alla sua, che è nata e vissuta nella periferia cittadina. Questa volta i protagonisti sono Hansel, Greta e Antonio, tre amici uniti da un percorso comune e da una condizione esistenziale che il titolo del romanzo ci dice essere quella dei perdenti. Ma in che maniera l’autrice ci parla di sconfitta, di mancata affermazione di sé? Di certo non lo fa attraverso atteggiamenti vittimistici o di banale condanna sociale.

Attraverso la narrazione della vita di questi giovani protagonisti, AN15 ci mette di fronte ad una realtà cruda e vera, in cui non troviamo traccia di ipocrisia o di moralismo spicciolo. La visione che ci viene fornita della società in cui i protagonisti sono inseriti è molto realistica e proprio per questo è priva di banale retorica. I giovani che incontriamo nelle pagine di Underdog ci raccontano giorno per giorno una vita fatta di alti e bassi, di sconfitte e di rinascite, dove la benzina per andare avanti proviene da loro stessi, che attraverso la musica riescono a rigenerarsi nuovamente.

Sono, in un certo senso, come la fenice che si rigenera dalle proprie ceneri. Questa metafora ci serve a capire qual è l’atteggiamento di questi personaggi verso la vita. Non siamo di fronte a comportamenti di resa, ma di realistica accettazione di un dato di fatto. Ogni personaggio vive la propria quotidianità senza mai perdere di vista la propria condizione e di fronte a questa non si abbatte, trovando la forza di guardare al domani, ai propri sogni senza perdere la speranza. Essi sono l’espressione dell’inadeguatezza, dell’incompiutezza, ma non necessariamente nel senso negativo, perché in essi vige una visione lucida di uno stato esistenziale e psicologico che può essere cambiato. Più di tutti Hansel è colei che esprime il desiderio del continuo cambiamento, dell’esigenza di movimento, di relazioni anche se su tutto cala il velo della solitudine e della malinconia. Underdog non è un libro per tutti, poiché è un libro che racconta con una certa crudezza il baratro in cui si può cadere. Questo libro può essere letto solo da chi ha la capacità di andare oltre il pregiudizio per capire il fondo di una esistenza che non è banale omologazione. Inoltre, non siamo di fronte ad una semplice narrazione di un fatto. Lo stile di AN15 è particolare.

Ai dialoghi e allo svolgimento dei fatti si alternano riflessioni acute e profonde, che richiedono una maggiore attenzione da parte del lettore. In questo romanzo si manifesta una corrente filosofica che è vicina alla cultura underground, la quale viene espressa attraverso uno stile lirico e a tratti ruvido. Una lettura da non perdere.

Caterina Morelli