«Ripercorrere le tappe della mia vita è stata una terapia, come riguardare le immagini di un bellissimo viaggio». Quando parla del suo percorso umano e professionale Massimo Lopez lo fa con un una leggera forma di distacco quasi a sottolineare un naturale bisogno di raccontarsi e di raccontare, oltre le luci dei riflettori, quelli che al secolo del Trio con Tullio Solenghi ed Anna Marchesini l’hanno posto in cima, nell’olimpo della comicità italiana, ridefinendone i contorni tra il surreale e lo spiazzante, e diventandone un simbolo. L’occasione di questo percorso è il suo ultimo libro edito da Solferino “Stai attento alle nuvole. Un viaggio di vita e famiglia“, un intimo e visionario tragitto emozionale intrapreso con il docente e scrittore Sante Roperto che non si ferma alla memoria degli eventi ma spazia su tutte le tappe del suo passato illustrando le vie bizzarre del destino. Tutto parte da un «tesoretto» di lettere e diari di sua madre Gigliola e di sua nonna Titina, ritrovato in una soffitta che diventa una bussola per la rilettura degli eventi ricchi di emozioni e ricordi. Oggi. Massimo Lopez continua la sua carriera artistica con spettacoli di successo tra teatro, televisione e doppiaggio, tra cui spicca il personaggio di Homer Simpson, in sostituzione dello storico Tonino Accolla da cui ha accolto l’eredità. Noi di Domanipress abbiamo avuto il piacere di ospitare Massimo Lopez nel nostro salotto virtuale per ripercorrere con lui le tappe della sua brillante carriera in questa intervista esclusiva ricca di suggestioni emotive.

Nel libro “stai attento alle nuvole” racconti la tua biografia sotto forma di romanzo…da dove nasce l’esigenza di questa scelta stilistica? Scrivere di se stessi per molti è una terapia, lo è stato anche per te?

«Quando ho iniziato a scrivere con Sante Roperto, scrittore e co-autore di ‘Stai attento alle nuvole’, abbiamo pensato insieme che in un contesto biografico alcune note o licenze potevamo concedercele. Soprattutto dal punto di vista temporale. Senza comunque cambiare il senso o il verso della storia. Scrivere è una terapia? Per me posso dirti che senza dubbio lo è stato. E lo è oggi anche rileggerlo, ripercorrendo ogni volta questo bellissimo viaggio; Il libro è anche un omaggio alla mia famiglia e in particolare a mamma che oggi non c’è più».

Aprendo il tuo baule dei ricordi hai percorso le tappe della tua vita in città differenti: Napoli, Milano, Roma, Bari…Qual è il luogo dove ti sei sentito maggiormente a tuo agio?

«Sono state tutte tappe fondamentali che mi hanno arricchito ogni volta di più. In ogni città dove ho vissuto ho colto, e sono rimasti impressi, tutti momenti indimenticabili, avendo come denominatore comune la famiglia e il mio rapporto con essa. Napoli è comunque il posto a cui ho riservato maggiori attenzioni in quanto luogo delle mie origini».

Oltre ai luoghi fisici ci sono gli spazi artistici dal teatro, alla televisione passando per il doppiaggio…dov’è il tuo habitat naturale?

«Così come ho amato i cambiamenti di vita girando l’Italia, ho amato quelli relativi al mondo del lavoro e dello spettacolo. Grandi soddisfazioni quindi in teatro ma anche in radio o in televisione, così come nel doppiaggio. Tutti spazi artistici che mi hanno consentito e mi consentono tuttora di mantenere viva la creatività».

Nel libro racconti di tua madre come la prima persona che ha creduto nel tuo talento…Nella carriera di un attore tra talento, tecnica e tenacia cosa conta maggiormente?

«Tra tutti, il talento credo che in qualche modo ti appartenga, un forte istinto che scopri di avere dalla nascita. Tecnica e tenacia vengono di conseguenza».

Tra le pagine del romanzo si racconta di fortunati incontri con Walter Chiari, Mina, Corrado…Guardando ai grandi del passato c’è qualche altro personaggio del mondo dello spettacolo che avresti gradito incontrare?

«Non ho mai pensato di voler incontrare un mito del passato. Quelli che ho incontrato si sono materializzati senza che li cercassi, quasi per caso, e sono stati preziosi perché la loro esperienza mi ha arricchito».

Con Walter Chiari come andò?

«Ho iniziato ad appostarmi nell’androne del palazzo dei suoi genitori, a soli undici anni, era il mio vicino di casa. Ogni volta che passava, lo fermavo e un giorno mi propose di pranzare insieme. Ero spesso a casa sua».

Li vicino abitava anche Corrado…

«Corrado abitava in via Egea, praticamente nel palazzo di fronte, anche con lui avevo un bellissimo rapporto. Mi piaceva imparare dai grandi ed ascoltarli…oggi l’abitudine all’ascolto sembra essersi persa».

Oltre ad incontrarli spesso alcuni miti li imiti anche: l’hanno presa tutti bene? Con Maurizio Costanzo sembra esserci un feeling particolare…

«Mai nessun personaggio se l’è presa. Anche i Papi, ho saputo, hanno apprezzato le loro imitazioni. Addirittura un giorno dentro San Pietro fui fermato da un cardinale che mi chiese di imitare l’allora Papa Giovanni Paolo II. Non ho mai imitato personaggi con l’intento di essere irriverente e cerco di essere sempre rispettoso dei personaggi che imito. Anche l’imitazione se realizzata bene può essere un omaggio».

Uno spazio del libro è dedicato al famoso trio Solenghi, Lopez, Marchesini…Molti dei momenti comici del Trio sono considerati dei cult della comicità italiana…L’ultimo vostro incontro insieme è stato nel 2016. Cosa ricordi di quei momenti?

«Anna Marchesini negli anni Ottanta chiamò me e Tullio per lavorare insieme un programma per Radio2 Liguria e da allora non ci siamo più lasciatiL’ultimo incontro col Trio non c’è, perché è un incontro continuo. Con Tullio ne parliamo sempre e nello spettacolo che portiamo in giro da due anni (e che speriamo di poter riprendere) la presenza di Anna è sempre molto forte».

Prima della pandemia sei tornato sul palco con Tullio Solenghi per uno show ricco di risate tra imitazioni di Papa Bergoglio, Ratzinger e duetti musicali ispirati a Dean Martin e Frank Sinatra. Oggi fare ridere è una missione più difficile?

«Se vogliamo chiamarla missione, allora dico che è difficile. E la pandemia in questo non aiuta. Lo scorso luglio abbiamo fatto per una sola volta il nostro spettacolo all’aperto (spettacolo che per due stagioni ha fatto uscire il pubblico dal teatro con le lacrime agli occhi per le risate), ma in quella occasione non abbiamo sentito grandi reazioni di risate. Pur trattandosi dello stesso spettacolo. Per cui dico che lo stato di salute del pubblico è fondamentale».

A proposito di risate recentemente è stata pubblicata la trentunesima stagione dei Simpson sulla piattaforma Disney plus…Tu sei ormai diventato la voce ufficiale di Homer, quale rapporto hai con il personaggio. Raccogliere l’eredità di Tonino Accolla non è stato facile eppure la fan base sembra aver apprezzato la tua versione…

«Sicuramente è molto divertente doppiare Homer, ma lo è anche quando doppio altri personaggi. Può uscire un rapporto di simpatia col personaggio che stai doppiando, ma certo non esiste un processo di identificazione con lo stesso. Altrimenti sarei uguale a tutti i personaggi che doppio. Il grande Accolla ha doppiato Homer per 24 anni e, quando è venuto a mancare, hanno chiesto dagli Stati Uniti alcuni provini per scegliere di avrebbe dovuto doppiare Homer. Così sono stato scelto io. Quando si cambia voce a un personaggio, il pubblico fa fatica e può fare confronti. Ma è normale».

Questi sono stati mesi particolarmente difficili per i lavoratori dello spettacolo…come hai vissuto questo periodo lontano dal palco?

«Il palcoscenico mi manca, ma la mente creativa mi aiuta. Anche se il calore del pubblico e vederlo uscire dal teatro contento sono qualcosa di impagabile».

Come ultima domanda parafrasiamo sempre il titolo del nostro magazine e chiediamo come vede il “Domani” Massimo Lopez quali sono le tue speranze e le tue paure?

«Spero che il Domani significhi rinascita, e la rinascita siamo tutti noi che dobbiamo affrontare la vita avendo fiducia in noi stessi. Nella nostra capacità di superare ogni difficoltà».

Intervista Esclusiva a cura di Simone Intermite

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Direttore editoriale del portale Domanipress.it Laureato in lettere, specializzato in filologia moderna con esperienza nel settore del giornalismo radiotelevisivo e web si occupa di eventi culturali e marketing. Iscritto all’albo dei giornalisti dal 2010 lavora nel campo della comunicazione e cura svariate produzioni reportistiche nazionali.