Il genere fantasy parodico è morto? Ecco perchè Baelin’s Route è pronto a dimostrare il contrario

Nel 2001 usciva nelle sale “Il Signore degli anelli: la compagnia dell’Anello” il primo capitolo della trilogia targata Peter Jackson ispirata dall’omonima opera “Il Signore degli Anelli” di J.R.R. Tolkein. Da allora il genere fantasy ha preso rapidamente piede e la serie “Game of Thornes” della HBO ha cementato una volta il fantasy nell’immaginario collettivo.

Con queste premesse ci si dovrebbe aspettare, di conseguenza, un gran numero di opere simili ed un adeguata esplorazione del genere: la domanda c’è e la folla di fan del genere costituisce una solida base su cui costruire serie tv e film di successo, per non parlare dell’abbondate numero di opere da cui si può trarre ispirazione.

Eppure questo genere arranca a prendere saldamente piede. Sopratutto nel settore delle serie tv, se escludiamo Game of Thrones, le serie tv fantasy che hanno avuto autentico successo sono tristemente poche. Tra quelle di alto profilo, che hanno avuto buon esito (di produzione recente), possiamo citare The Witcher e la serie animata Il Principe dei draghi. Molte altre, però, sono finite in flop, scadendo in tiepidi teen drama (Shadow Hunters) o semplicemente facendo perdere interesse al pubblico talmente in fretta da finire nel dimenticatoio in mezzo all’indifferenza generale (Luna Nera). Per una ragione o per un altra, molte serie fantasy sembrano soffrire di una sorta di crisi di identità, appoggiandosi al genere cui fanno riferimento e fallendo nel raccontare una storia significativa. Draghi, Maghi, Elfi ed eroici Avventurieri hanno il loro fascino (specie se accompagnati da un comparto pirotecnico di costosi effetti speciali), ma senza una storia interessante e la volontà di rinnovare il genere, uno show è destinato solamente all’oblio.

Ma il sottogenere che più ha risentito di questa crisi è il fantasy-parodico, è il caso della serie “The Watch”, prodotta dalla BBC e mandata in onda il 3 Gennaio 2021.

Mettiamo un po’ di contesto: The Watch è una serie ispirata alla trilogia di libri titolata “La Guardia Cittadina” dello scrittore inglese Terry Pratchett, considerato uno dei padri del genere fantasy-parodico. La formula di Pratchett è semplice quanto geniale: i protagonisti dei romanzi di Pratchett anziché essere i soliti Eroi, Re o Maghi, sono tutti quei personaggi che normalmente vengono relegati a contorno. Parliamo di locandieri, apprendisti, contadini, mercanti e, come suggerisce il titolo della trilogia, semplici Guardie Cittadine.

Questi uomini e donne di tutti i giorni si ritrovano, grazie al genio di Pratchett, a comporre improbabili, esilaranti e sgangherati team di personaggi all’interno di avventure che li vedono trionfare (spesso in via del tutto accidentale e sempre per il rotto della cuffia) contro le più impossibili e assurde avversità. Le storie di Pratchett sono toccanti, emozionanti, esilaranti e ricche di avventure incredibili, un vero inno al proletariato del fantasy. Logico che da una serie targata BBC ci si aspettasse un capolavoro cult.

Definire The Watch disastrosa è riduttivo. La serie è stata istantaneamente demolita da fans, pubblico e critica e Rihanna Pratchett (Figlia di Terry Pratchett) si è sentita in dovere di precisare “The Watch non condivide neanche un pezzetto di DNA col lavoro di mio padre”. La serie in questione è un pasticcio incomprensibile di generi (non si capisce se sia fantasy o fantascienza), personaggi schizzati, trama incomprensibile e battute scritte a caso. Viene da chiedersi cosa passasse per la testa di produttori e registi. E non serve aggiungere altro.

Detto questo, a reggere la fiaccola del fantasy-parodico rimane “Disincanto” di Matt Groening (autore dei “Simpsons”), ma più che di parodia sarebbe meglio parlare di satira di genere, e c’è una bella differenza. Detto questo, sembra che non ci sia niente sul panorama dell’intrattenimento degno di dare al genere Fantasy-Parodistico un minimo di rispetto e legittimazione.

Ora, però, stacchiamoci dalle grandi produzioni Netflix, BBC e HBO per portare la nostra attenzione su Youtube e un canale in particolare chiamato “Viva la Dirt League”.

Il canale, completamente indipendente, è diventato famoso per i suoi brevi e divertenti video di pochi minuti (un formato simile ai ThePills, per intenderci). Il tema di essi è sempre il medesimo: i protagonisti sono i personaggi secondari dei videogiochi (talvolta prendono in giro titoli specifici, ma il più delle volte le scene sono ambientate in un “videogioco generico” che parodizza i generi più popolari, dal Fantasy alla Seconda Guerra Mondiale).

Tuttavia la serie di video più popolare del canale è “Epic NPC” (NPC sta per “Non-Playable Character” vuol dire “Personaggio Non Giocabile” o PNG in italiano e sta a indicare tutti i personaggi che nei videogiochi non sono controllabili dal giocatore). I protagonisti di questi brevi video sono tutti quei personaggi che (come nei romanzi di Pratchett) di solito fanno solo da sfondo (Guardie, Contadini, Banditi ecc…) e ironizzano sulla loro condizione limitata e legata al loro ruolo, forzati perennemente ad assistere l’avventuriero protagonista di turno (spesso egoista, imbranato o svogliato e poco motivato nel suo ruolo di Eroe).

Contando che il solito formato dei video è di soli pochi minuti, gli iscritti di Viva la Dirt League si sono ritrovati a bocca aperta quando il 9 Maggio è stato rilasciato un incredibile mediometraggio di mezz’ora intitolato “Baelin’s Route”. Il video (che ha totalizzato oltre un milione e mezzo di visualizzazioni in poche ore), è una storia irresistibile che vede protagonista Baelin, un pescatore che tutti i giorni percorre sempre la stessa strada e che è capace di pronunciare una singola frase per esprimersi. Ma una combinazione di eventi lo porta fuori dalla sua solita routine e coinvolto in un avventura che lo vede passare da personaggio secondario a Eroe protagonista e l’unico capace di frapporsi al male che minaccia le terre circostanti.

Il risultato è una storia esilarante e tenera che racconta il viaggio del più improbabile ed inadeguato degli Eroi Fantasy. Ciò che stupisce, inoltre, oltre all’originalità della storia, è la qualità della produzione. Il mediometraggio è girato in Nuova Zelanda e mostra scenari e riprese di vasti e maestosi paesaggi, gli attori mostrano una professionalità di livello Hollywodiano e le scene di azione non hanno niente da invidiare alle più pompose produzioni Netflix o Amazon. Il video merita davvero attenzione da parte del pubblico di tutte le età e di tutte quelle produzioni che hanno visto progetti multimilionari fallire miseramente. Baelin’s Route è un capolavoro di fantasy parodistico e chiaro esempio di come una idea originale, ben concepita e ben eseguita possa facilmente battere in fascino e qualità le migliori produzioni.

Andrebbe inoltre preso come esempio di come sperimentare con genere fantasy-parodistico. Se la BBC, che con un budget milionario ha fallito con la trasposizione di una famosa trilogia di libri ed è stata stracciata da un canale Youtube indipendente, significa che Baelin’s e è qualcosa di veramente speciale.

Francesco Viglione