«Ho detto addio a mia figlia e non l’ho più rivista»: Anthony Hopkins racconta il dolore che lo tormenta da una vita

Gruppo Messaggerie

Nel suo memoir We Did OK, Kid, Anthony Hopkins si apre come mai prima d’ora e confessa la ferita più profonda della sua esistenza: l’allontanamento dalla figlia Abigail, nata dal matrimonio con l’attrice britannica Petronella Barker.
«La mia porta è sempre aperta per lei», scrive l’attore premio Oscar, 87 anni, lasciando intravedere il peso di un amore perduto e mai dimenticato.

Nel libro, Hopkins racconta di un matrimonio segnato da dipendenza dall’alcol, silenzi e incompatibilità. «Le nostre personalità opposte e il mio alcolismo condannarono il rapporto fin dall’inizio», ammette con lucidità. «Quando capimmo quanto fossimo incompatibili, Petronella era già incinta. Cercammo di resistere per il bene della bambina, ma fu inutile. Il matrimonio era un disastro».

Poi il momento che segna una vita intera. «Andai nella stanza di mia figlia, la guardai e le sussurrai addio. Poi presi le valigie e lasciai la casa», scrive Hopkins.
Dopo quella notte, il silenzio. Anni di distanza, di rimpianti, di colpe non dette.
«È il fatto più triste della mia vita, il mio più grande rimpianto», ammette. «Eppure credo che sarebbe stato peggio per tutti se fossi rimasto».

Quando Abigail aveva nove anni, padre e figlia provarono a ritrovarsi, ma la distanza era ormai troppo grande. «Abigail non è mai riuscita a perdonarmi per aver lasciato la famiglia quando era bambina. Aveva le sue ragioni. Non posso biasimarla», confessa l’attore, aggiungendo con voce spezzata: «Il mio cuore è distrutto».

Eppure, anche oggi, resta una fessura di luce.
«Mi auguro che sappia che la mia porta è sempre aperta. Voglio che stia bene e che sia felice. Sarò sempre dispiaciuto per averle fatto del male, anche se credo di non aver avuto altra scelta».

Un racconto di fragilità e redenzione, dove anche un gigante del cinema si riscopre padre, uomo e figlio del proprio dolore.

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