Golden Globe 2021: ecco perché il vero trionfo è quello delle piattaforme digitali on demand

Nelle prime ore del mattino del primo marzo (ora italiana) si è tenuta la 78esima edizione dei Golden Globe, che ha visto protagoniste, tra le varie casi di produzione, soprattutto quelle che propongono la fruizione online quali Netflix (con ben 25 candidature) e Prime Video. Rispetto gli anni scorsi la premiazione è stata notevolmente posticipata (così come per gli Oscar) per permettere a più film di venir conclusi, girati e presentati al pubblico, in un anno tanto gravoso per il campo cinematografico. Proprio per via della pandemia tutt’ora in corso Netflix è stata ben più avvantaggiata se non altro nella distribuzione delle proprie pellicole, ritrovandosi a un numero impressionante di premi (10), soprattutto in ambito televisivo.

Entrambi “The Crown” e “The Queen’s Gambit” hanno battuto i concorrenti in tutte le categorie in cui erano candidati. Meno fortuna hanno avuto i film, che hanno ricevuto “solamente” quattro riconoscimenti, tra questi il premio a miglior attore protagonista per “Ma Rainey’s Black Bottom” all’ormai defunto Chadwick Boseman, deceduto lo scorso agosto. Come pronosticato da molti, poi, il premio come migliore film drammatico è stato assegnato a “Nomadland”, insieme a quello per la miglior regia, andato alla sua regista, Chloé Zhao, seconda regista donna a venir premiata nella storia dei Globe, dopo Barbra Streisand che si era aggiudicata il premio nel 1984 con “Yentl”.

Quest’anno è stato molto chiacchierata proprio questa categoria, poiché ha visto candidate ben tre registe donne, una novità per l’evento. Altra protagonista femminile, in questa edizione, è stata la nostra connazionale Laura Pausini, vincitrice con la sua “Io Sì (Seen)”, miglior canzone per il film “La vita davanti a sé”, prodotto da Netflix, anch’esso candidato per la categoria miglior film straniero, che s’è visto soffiare il riconoscimento da “Minari”, produzione USA, creato, tuttavia, e recitato quasi interamente in lingua coreana. Un’altra categoria in cui Netflix non ha purtroppo trionfare è stata l’animazione che ha visto, invece, vincitore “Soul”, l’ultimo film della Disney Pixar diretto da Pete Docter. Lo Studio ha ricevuto una nomination per ben due lungometraggi animati: oltre a “Soul” anche “Onward”, la cui data di uscita era prevista per marzo scorso ed è stata posticipata a quest’estate.

A discapito di questa vittoria, oltre “Over the Moon”, di Netflix, anche “Wolfwalkers”, ultimo della trilogia dei miti celti, distribuiti da Apple. “Soul” si è aggiudicato, poi, anche il riconoscimento come miglior colonna sonora.

Valentina Iacone