Gli Oscar che nessuno aveva previsto: fuori le star, dentro le sorprese. Ariana Grande tra gli esclusi

Le nomination agli Oscar 2026 hanno rispettato una sola tradizione: smentire i pronostici. Tra esclusioni clamorose e ingressi inattesi, l’annuncio delle candidature ha ridisegnato la mappa delle certezze hollywoodiane, lasciando fuori nomi dati per sicuri e premiando film e interpreti che fino a poche ore prima sembravano marginali.

Il caso più rumoroso è quello di Ariana Grande, esclusa dalla corsa come attrice non protagonista per “Wicked – Parte 2”, film che esce quasi del tutto ridimensionato dal verdetto dell’Academy. Dopo le previsioni che la davano tra le favorite assolute, l’assenza della popstar diventa il simbolo di una tornata che ha deciso di voltare le spalle agli esiti più prevedibili.

Stessa sorte per Paul Mescal, rimasto fuori per “Hamnet – Nel nome del figlio”, e per Jesse Plemons, ignorato nonostante un’interpretazione considerata tra le più potenti dell’anno in “Bugonia”. Tra gli esclusi pesa anche il nome di Chase Infiniti, protagonista di “Una battaglia dopo l’altra”, assente nonostante il film abbia raccolto numerose candidature.

Sul fronte opposto, le sorprese raccontano un’Academy più incline al rischio. “I peccatori” si impone come il film più nominato dell’anno, stabilendo un record con 16 candidature e trasformandosi da progetto considerato di nicchia a vero baricentro della stagione. A emergere è anche Delroy Lindo, alla sua prima nomination come attore non protagonista, riconoscimento tardivo per una carriera lunga e spesso sottovalutata.

Tra i volti premiati spicca Elle Fanning, candidata per “Sentimental Value”, in una categoria affollata e competitiva, mentre Kate Hudson torna agli Oscar con “Song Sung Blue – Una melodia d’amore”, scelta che conferma una certa preferenza dell’Academy per i ritorni consolidati rispetto alle nuove scommesse.

Fa rumore anche l’ingresso di “F1 – Il film” tra i candidati al miglior film, risultato inatteso per un blockbuster che riesce però a imporsi grazie a una confezione tecnica solida e a un impianto narrativo classico ma efficace.

Restano invece fuori titoli e autori di grande prestigio: Park Chan-wook non ottiene candidature per “No Other Choice – Non c’è altra scelta”, mentre Miley Cyrus viene esclusa dalla categoria miglior canzone originale per “Dream As One”, legata ad “Avatar – Fuoco e cenere”.

Il quadro che emerge è quello di un’Academy meno rassicurante e più imprevedibile, pronta a sacrificare i nomi forti in favore di scelte che premiano ambizione, irregolarità e, in alcuni casi, una tardiva giustizia critica. Una selezione che non mette tutti d’accordo, ma che conferma una certezza: agli Oscar, anche quando sembra tutto scritto, nulla lo è davvero.

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Stefano Germano, laureato presso l'IULM, è un appassionato di TV e cultura moderna e new media è sempre alla ricerca delle storie più intriganti e delle tendenze culturali del momento.