Dal 10 al 13 settembre oltre 160 ospiti e più di 100 appuntamenti gratuiti. Ucraina, Germania, futuro dell’Europa, intelligenza artificiale, Costituzione ed economia entrano nel programma della tredicesima edizione, dedicata al tema del “Coraggio”.
Non soltanto un festival di idee, ma un osservatorio sul presente mentre il presente sta ancora accadendo. Camogli torna al centro del dibattito culturale italiano con la tredicesima edizione del Festival della Comunicazione, in programma da giovedì 10 a domenica 13 settembre 2026.
Quattro giornate, più di 160 ospiti e oltre 100 eventi gratuiti, quest’anno raccolti attorno a una parola che assume un significato particolarmente politico, sociale e culturale: Coraggio.
Organizzato da Frame e dal Comune di Camogli, con Regione Liguria e Città Metropolitana di Genova e con il patrocinio della Commissione Europea, il Festival sceglie di confrontarsi direttamente con alcune delle questioni che stanno ridefinendo gli equilibri internazionali: la guerra in Ucraina, la Germania dopo le elezioni, il futuro dell’Unione Europea, il ruolo degli Stati Uniti e la regolamentazione dell’intelligenza artificiale.
Paolo Mieli apre il Festival: «La storia non è finita»
Ad aprire ufficialmente la manifestazione sarà Paolo Mieli, giovedì 10 settembre alle 17 in Piazza Battistone, con la lectio magistralis “Il grande inganno. Da Ercole alla Nato: quello che la storia non ci ha insegnato”.
Prima dell’intervento sono previsti i saluti dei direttori Rosangela Bonsignorio e Danco Singer e del sindaco di Camogli Giovanni Anelli.
La tesi da cui parte Mieli ribalta una delle grandi illusioni degli ultimi decenni: la storia non si sarebbe affatto conclusa con il tramonto del Novecento e la fine della Guerra fredda. Al contrario, avrebbe accelerato, trascinandosi dietro divisioni, tensioni e conflitti che continuano a condizionare il nostro tempo.
È proprio questo rapporto tra passato e presente a diventare uno dei fili conduttori della manifestazione.
Dalla Germania agli Stati Uniti: la geopolitica entra a Camogli
L’attualità internazionale attraversa buona parte del programma.
Domenica Federico Fubini, Mara Gergolet e Viviana Mazza si confronteranno nell’incontro “L’Italia e l’Europa nel secolo delle nuove superpotenze”. Tre punti di osservazione diversi per leggere un continente alle prese con la guerra in Ucraina, i nuovi equilibri tedeschi e il rapporto sempre più complesso con Washington.
Sempre domenica, la giornalista tedesca Constanze Reuscher, autrice di Maledetti tedeschi, dialogherà con Paolo Valentino sulla Germania uscita dalle urne e sull’avanzata dell’estrema destra.
Federico Rampini, insieme al figlio Jacopo, affronterà invece la trasformazione del ruolo globale degli Stati Uniti nell’incontro “A cosa serve l’America”.
Lo stesso Rampini sarà protagonista sabato, insieme a Marco Bucci e Michele Cagiano, di “New York, 11 settembre 2001: io c’ero”, mentre Paolo Mieli e Massimo Gaggi dedicheranno venerdì mattina una rassegna stampa allo stesso tema.
Intelligenza artificiale, il Festival entra nel cuore della rivoluzione
Uno degli assi più contemporanei dell’edizione 2026 riguarda inevitabilmente l’intelligenza artificiale. Non tanto come fenomeno tecnologico da osservare, quanto come questione politica, etica e democratica.
Venerdì Paolo Benanti, tra le voci italiane più autorevoli nel dibattito sull’etica dell’IA, sarà protagonista dell’incontro “Il coraggio del giusto: etica e intelligenza artificiale”.
Sabato Alessandra Perrazzelli e Brando Benifei entreranno invece nel terreno delle regole europee con “La regolamentazione dell’IA richiede coraggio, strategia, determinazione”.
Un tema che era già presente nella giornata inaugurale con Mariarosaria Taddeo e il suo incontro “Il coraggio di deliberare. La democrazia ai tempi del digitale”.
La domanda attraversa così diversi appuntamenti: quanto potere siamo disposti a delegare agli algoritmi e quali regole serviranno per evitare che l’innovazione tecnologica corra più velocemente della democrazia?
Costituzione, economia e futuro dell’Italia
Il Festival non evita neppure i nodi più delicati del dibattito politico italiano.
Domenica mattina Gherardo Colombo e Miguel Gotor discuteranno di riforme costituzionali nella rassegna stampa “Cosa vogliamo fare della nostra Costituzione?”.
Sul fronte economico, Carlo Cottarelli, Ferruccio De Bortoli e Veronica De Romanis affronteranno crescita e conti pubblici nell’incontro “Il coraggio dei numeri”.
Venerdì Luigi Ferraris, Paola Boromei e Ugo Giordano si concentreranno invece sulle trasformazioni dell’economia reale con “Innovazione tecnologica, resilienza e finanziabilità: le sfide delle infrastrutture del futuro”.
Da Aldo Cazzullo a Stefano De Martino
Il programma supera però i confini dell’attualità politica.
Nella giornata inaugurale Aldo Cazzullo presenterà per la prima volta il suo nuovo libro Quando l’Italia rinacque. Il nostro rinascimento, interrogandosi sul rapporto tra l’Italia di ieri e quella di oggi.
Stefano De Martino sarà invece protagonista di “L’immortalità di Troia. Da Schliemann a Omero a Nolan”, un viaggio nel mito troiano che arriva nell’anno segnato anche cinematograficamente dall’Odissea di Christopher Nolan.
Massimo Ammaniti parlerà alle nuove generazioni con “Il coraggio di essere timidi”, Silvia Ferrara e Laura Bellinato condurranno il pubblico ne “Il profumo degli dei”, mentre Telmo Pievani tornerà sui grandi interrogativi dell’evoluzione con “Se non c’eri non c’ero”.
Spazio anche al futuro della comunicazione con Carlotta Ventura e Silvia Isola e all’università con Federico Delfino e Antonio Uccelli, intervistati da Silvia Sciorilli Borrelli.
Umberto Eco, dieci anni dopo
La prima giornata si chiuderà anche nel segno di Umberto Eco, a dieci anni dalla scomparsa.
Roberto Cotroneo proverà a rispondere a una domanda apparentemente semplice — “Chi era Umberto Eco?” — prima dello spettacolo Il coraggio di un incontro, che vedrà sul palco lo stesso Cotroneo insieme a Gianni Coscia.
Un omaggio che appare particolarmente coerente con lo spirito di un Festival nato proprio attorno alla necessità di comprendere i linguaggi, i media e le trasformazioni della società.
Camogli prova a raccontare il presente mentre accade
È forse questo il tratto più interessante dell’edizione 2026. Il Festival della Comunicazione non costruisce un programma al riparo dalla cronaca: porta la cronaca sul palco.
La Germania cambia, l’Europa cerca una nuova identità geopolitica, la guerra continua a interrogare l’Occidente, gli Stati Uniti ridefiniscono il proprio ruolo e l’intelligenza artificiale costringe politica e istituzioni a stabilire rapidamente nuovi confini.
In mezzo a tutto questo, la parola scelta dal Festival — Coraggio — smette di essere soltanto il titolo di un’edizione.
Diventa una domanda: quanto coraggio serve oggi per capire un mondo che cambia prima ancora che siamo riusciti a raccontarlo?
Il Festival della Comunicazione 2026 si svolge a Camogli dal 10 al 13 settembre. Tutti gli appuntamenti sono gratuiti fino a esaurimento dei posti disponibili.




