Per Sanremo 2026, Fedez smette di giocare in difesa e fa una scelta che divide: Luca Jurman come vocal coach. Non un nome rassicurante, non uno da backstage silenzioso, ma uno che ti mette in crisi prima ancora di farti cantare.
Il rapper torna all’Ariston per la terza volta, dopo il secondo posto del 2021 con Francesca Michielin e il quarto del 2025 da solista. Questa volta con Marco Masini al fianco. Ma la vera notizia non è il palco: è la preparazione.
Jurman non è un coach qualsiasi. È quello che da anni smonta il sistema discografico, che spara contro i talent, che non addolcisce le critiche e non fa sconti a nessuno. Sceglierlo significa esporsi, accettare il conflitto, dichiarare che il problema non è il microfono ma la voce, nuda.
La collaborazione nasce mesi fa, davanti a un microfono diverso: quello di Pulp Podcast. Una conversazione lunga, scomoda, che finisce con una sfida lanciata e poi accettata. Oggi quella sfida è diventata allenamento vero.
Le immagini parlano chiaro: Fedez che canta correndo su un tapis roulant. Niente pose, niente comfort zone. Un déjà vu che riporta a quando Jurman faceva lo stesso con Marco Carta. Metodo fisico, quasi punitivo. O reggi, o crolli.
Il messaggio è chiaro: qui non si finge.
E per un rapper, storicamente più protetto dal flow che dalla voce, è una presa di posizione non banale.
La domanda ora è una sola: Fedez sta cercando la redenzione vocale o sta solo scegliendo il rischio più alto possibile?
La risposta arriverà live. Davanti a tutti. Sul palco che non perdona.




