Un Natale lontano dai lustrini, fatto di gesti piccoli ma autentici, e una vita adulta divisa tra affetti diversi. Fausto Leali si racconta nel Salotto di Domanipress con la schiettezza che da sempre lo contraddistingue, ripercorrendo i Natali dell’infanzia e quelli di oggi, più complessi ma non meno veri.
«Il mio Natale da piccolo era molto semplice, quello di una famiglia umile. Mi ricordo che quando arrivava un cioccolatino o una caramella era un momento di grande gioia. Era un Natale fatto di cose piccole, ma autentiche», confida il cantante, restituendo il senso di un tempo in cui la felicità passava dalle mani, prima ancora che dagli oggetti.
Oggi la sua quotidianità è diversa, segnata da una pluralità di legami che richiedono equilibrio e presenza: «Ho un piccolo “difetto”: ho tre famiglie. Questo rende difficile riunire tutti a Natale, ma faccio il possibile per essere presente. Passo un po’ di tempo con ciascuno». Un racconto intimo che parla di responsabilità affettiva e di un Natale vissuto come occasione per non mancare, più che per apparire.
Nel dialogo emerge anche un ricordo professionale decisivo: l’incontro con Mina. «Mina è sempre stata una mia grande estimatrice. Fu lei a chiamarmi, dicendomi: “Ho un pezzo che voglio fare con te, si intitola ‘Via di qua’”. Era una delle 24 canzoni di un suo album doppio. Poi la Rai la scelse come sigla televisiva, e il brano ebbe un bel successo. Era il 1986, l’anno in cui iniziavo a uscire da un periodo di difficoltà».
Una memoria che intreccia musica e rinascita, proprio come il Natale che Leali racconta: essenziale, vero, umano.
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