C’è un momento, dopo una fine importante, in cui il silenzio pesa più di qualsiasi canzone. È lì che riparte Fausto Lama, scegliendo di tornare alla musica da solo, senza protezioni e senza scorciatoie. A tanto così è il primo segnale di questa nuova fase: una canzone che non inaugura un progetto, ma mette a fuoco uno stato d’animo.
La chiusura dell’esperienza dei Coma Cose non è stata soltanto la fine di un duo musicale molto amato. È coincisa con una frattura più profonda, che ha coinvolto anche la vita privata e il rapporto con Francesca Mesiano. Amore e musica, quando si sovrappongono troppo a lungo, rischiano di confondersi fino a diventare una gabbia fragile, capace di sostenere un palco ma non sempre una relazione.
Il singolo nasce proprio da questa consapevolezza. Il testo procede come un flusso di pensieri intimi, fatto di immagini quotidiane, rimpianti lasciati altrove e di una distanza emotiva che cresce senza rumore. Non c’è rancore, ma una lucidità disarmante nel raccontare quanto si possa arrivare a un passo dalla felicità senza riuscire davvero a raggiungerla.
Anche sul piano musicale, a tanto così segna una distanza netta rispetto al passato recente. Abbandonata la leggerezza pop degli ultimi successi, il brano si muove su un ritmo più secco, vicino all’hip hop, dove la voce segue il battito e le parole diventano centrali, quasi fisiche. È una scrittura che non cerca l’immediatezza, ma l’onestà.
Il passato non viene rinnegato, ma messo in pausa. I Coma Cose restano un capitolo importante, forse non definitivamente chiuso, ma oggi la priorità è un’altra: ritrovarsi. «Mi sono perso e mi sono ritrovato», ha raccontato Lama, descrivendo un anno vissuto in apnea, tra smarrimento e nuova consapevolezza.
Non è un rilancio, né una promessa. È un racconto in divenire, fragile e necessario, che sceglie di partire da ciò che resta quando si smette di fingere di stare bene. E a volte, per ripartire davvero, basta essere sinceri. Anche solo a tanto così.




