C’è chi lo considera il momento più travolgente dell’ultimo Eurovision Sound Contest e chi invece parla di un’esibizione troppo folkloristica. Ma una cosa è certa: Sal Da Vinci è riuscito a fare ciò che all’Eurovision conta più di tutto, ovvero far parlare di sé.
Con “Per sempre sì”, l’artista napoletano ha portato sul palco uno spettacolo costruito come un vero e proprio “matrimonio pop”: lampadari scintillanti, alberi di limoni, ballerini, scenografia teatrale e fuochi d’artificio. Un immaginario volutamente romantico e popolare che sui social ha immediatamente acceso la “Per sempre sì mania”, tra video virali, reaction e migliaia di commenti entusiasti.
Anche i numeri sembrano dargli ragione: il brano è rapidamente diventato uno dei più ascoltati della manifestazione, mentre online molti utenti stranieri hanno definito la performance “pure Italian energy”.
Ma proprio mentre il web celebrava l’esibizione, è esplosa anche una polemica inattesa.
È bastato un attimo, una semplice inquadratura finale. Al termine della performance, infatti, alcuni ragazzi del pubblico sono stati ripresi mentre facevano il gesto più stereotipato associato agli italiani nel mondo: mano chiusa, dita unite, la classica gestualità caricaturale dell’italiano medio.
Un momento probabilmente nato per scherzo, ma che sui social è stato interpretato da molti come una presa in giro dell’italianità. In tanti hanno criticato quella scena, giudicandola fuori luogo e completamente scollegata dal significato emotivo della canzone.
“Si potevano risparmiare quella gag”, scrive qualcuno su X.
“Ridurre tutto agli stereotipi italiani è sempre il solito problema dell’Eurovision”, commenta un altro utente.
E così, nel giro di poche ore, l’esibizione di Sal Da Vinci si è trasformata in uno dei temi più discussi della serata.
Anche la critica musicale appare spaccata. Da una parte chi vede nel cantante una figura autentica, capace di riportare all’Eurovision una certa idea di Italia melodica, passionale e popolare senza inseguire mode internazionali. Dall’altra chi considera “Per sempre sì” troppo rétro, legata a un immaginario televisivo vecchio stile.
Ma forse è proprio questo il punto. In un Eurovision sempre più costruito su strategie, provocazioni e algoritmi, Sal Da Vinci ha scelto di essere riconoscibile invece che trendy. E nel bene o nel male, ci è riuscito.




