A Rust, nel sud-ovest della Germania, a pochi chilometri dal confine francese, si trova uno dei parchi divertimento più importanti d’Europa. È Europa-Park, il grande resort della famiglia Mack che in oltre cinquant’anni è cresciuto fino a trasformarsi in una destinazione turistica fatta di aree ispirate ai Paesi europei, montagne russe, spettacoli, hotel tematizzati e, dal 2019, anche del grande mondo acquatico Rulantica. Un progetto che continua ad allargarsi e che nel 2026 mostra con particolare evidenza la direzione intrapresa: non più soltanto nuove attrazioni, ma nuovi luoghi nei quali soggiornare e trascorrere più giorni.
La trasformazione parte da Silver Lake City, l’universo western del resort, dove il 18 giugno ha aperto il nuovo Riverside Western Lodge con 119 camere tematizzate e un’area sauna. Intorno prende forma una vera cittadina del Far West, con ristorazione, negozi, il birrificio Silver Lake Brewery, il percorso da dodici buche Gold Rush Golf e le esperienze in realtà virtuale di YULLBE GO. È una delle novità più significative della stagione perché racconta bene l’evoluzione di Europa-Park: da meta per una giornata sulle attrazioni a resort nel quale costruire una vacanza di più giorni.
Arrivando a Silver Lake City, Europa-Park sembra improvvisamente lontano. Niente montagne russe che tagliano l’orizzonte, niente urla provenienti da una discesa, niente folla che controlla compulsivamente sul telefono i minuti di attesa. Al loro posto compaiono edifici di legno, insegne da saloon, un birrificio, un minigolf immerso nel Far West e camere nelle quali andare a dormire come se Rust, per qualche ora, fosse stata spostata dall’altra parte dell’Atlantico. Naturalmente è tutto costruito. Ed è proprio questo il bello.
Europa-Park non ha mai avuto paura dell’illusione. Ha costruito la propria fortuna trasformando l’Europa in una specie di gigantesco atlante pop: Francia, Italia, Grecia, Islanda, Croazia, Svizzera e oggi persino Monaco. Non importa che bastino pochi minuti a piedi per attraversare mezzo continente. Il patto con il visitatore è chiarissimo: tu accetta di crederci, noi proveremo a non farti uscire dalla storia. Nel 2026 quel patto è diventato ancora più ambizioso.
Silver Lake City è la novità che spiega tutte le altre
Il Riverside Western Lodge, inaugurato il 18 giugno 2026, ha aggiunto 119 camere all’universo western di Silver Lake City. Fermarsi al numero delle stanze, però, significa perdere la parte interessante. Intorno sono cresciuti il Diner Station, il Wild Horse Bar, negozi, nuovi punti gastronomici, una cappella, la Silver Lake Brewery, dove viene prodotta la birra della cittadina, e Gold Rush Golf, dodici buche di minigolf inserite in circa 650 metri quadrati di paesaggio western. Non manca YULLBE GO per la realtà virtuale, mentre resta possibile arrivare con il camper o scegliere sistemazioni più spartane come i tipi.
È quasi eccessivo, ma l’eccesso nei parchi divertimento, quando è costruito bene, diventa una qualità. Silver Lake City racconta soprattutto che la famiglia Mack non vuole più che la domanda del visitatore sia «Quanti giorni servono per vedere Europa-Park?». La domanda dovrebbe diventare: «Quanti giorni voglio rimanere a Rust?». La differenza sembra minima. Commercialmente è enorme.
Europa-Park regala emozioni
È probabilmente questa la trasformazione più interessante del resort. Il roller coaster spettacolare rimane fondamentale – e Voltron Nevera lo ha dimostrato perfettamente – ma una montagna russa dura qualche minuto. Una destinazione può occupare tre o quattro giorni della tua vita. Così Europa-Park ha iniziato a riempire tutto quello che esiste tra una corsa e l’altra: hotel, piscine, ristoranti, bar, realtà virtuale, minigolf, esperienze gastronomiche, spettacoli ed eventi serali. Persino il momento in cui teoricamente non si sta facendo nulla deve diventare parte della vacanza. Silver Lake City è esattamente questo: non serve soltanto a rendere Europa-Park più grande sulla mappa, ma a renderlo più lungo nel tempo.
Monaco porta la Riviera a Rust
Dentro Europa-Park, intanto, il 2026 ha portato Monaco, diventato il diciottesimo Paese rappresentato dal parco. La scelta di costruire il nuovo quartiere intorno a Silver Star funziona quasi naturalmente: Formula 1, automobili, richiami al Casinò, al Museo Oceanografico, al circo monegasco e quell’immaginario fatto di Mediterraneo, lusso e Riviera che sembra essere stato inventato apposta per diventare scenografia.
Silver Star rimane una delle grandi icone del parco, ma adesso possiede un mondo intorno. Ed è interessante perché dimostra un’altra caratteristica della strategia Mack: non tutto ciò che invecchia deve essere demolito. A volte basta raccontarlo meglio.
Euro-Mir, invece, deve salutarci
Per gli appassionati è probabilmente la parte più dolorosa. Le torri a specchio, le navicelle che ruotano, le discese affrontate senza sapere esattamente da quale parte ci si ritroverà rivolti e soprattutto quella musica: Euro-Mir non è mai stata soltanto una montagna russa. È una capsula temporale. Basta salirci perché il futuro torni ad avere l’estetica che gli attribuivamo negli anni Novanta.
Proprio per questo il suo addio farà discutere. Dopo trenta stagioni, Euro-Mir effettuerà le ultime corse durante l’inverno 2026/2027 e il 9 gennaio 2027 Europa-Park le dedicherà un evento di saluto. Poi scomparirà. Una scelta che farà male a molti appassionati, ma che racconta forse meglio di qualsiasi comunicato stampa la filosofia del resort: a Europa-Park la nostalgia è ammessa, l’immobilismo no.
Al posto di Euro-Mir arriverà lo spazio
Entro il 2028 nascerà un intero quartiere dedicato allo spazio, con un nuovo family coaster costruito da MACK Rides e altre esperienze ancora da rivelare. La sorpresa più interessante è la collaborazione con la European Space Agency (ESA). L’idea non è semplicemente decorare un roller coaster con pianeti e razzi, ma utilizzare l’intrattenimento per avvicinare soprattutto i visitatori più giovani alla ricerca, alla scienza e all’esplorazione spaziale.
Una montagna russa con una missione educativa potrebbe sembrare una contraddizione. Europa-Park, però, vive da cinquant’anni di contraddizioni riuscite: si attraversano nazioni senza prendere un aereo, si precipita da decine di metri sapendo di essere al sicuro e si entra nel Far West rimanendo nel Baden-Württemberg. Perché non andare nello spazio senza lasciare Rust?
Rulantica, l’idea che sembrava folle e oggi appare inevitabile
Quando Rulantica aprì nel 2019 era legittimo chiedersi se Europa-Park avesse davvero bisogno di un gigantesco mondo acquatico. Oggi la domanda sembra quasi ingenua. Rulantica è diventato il secondo cuore del resort, con oltre 50 scivoli e attrazioni distribuiti in 14 aree tematizzate, piscine, zone esterne, pool bar, saune e spazi per il relax.
Soprattutto risolve uno dei problemi storici di qualsiasi parco divertimenti: cosa offrire al visitatore che vuole rimanere un giorno in più senza ripetere immediatamente le stesse attrazioni? Lo mandi in costume da bagno. Semplice.
Eppure la cosa più interessante è che Rulantica sta lentamente diventando meno simile a un acquapark tradizionale. Svømmepøl, con la grande piscina esterna, geyser e swim-up bar, restituisce già l’atmosfera di un resort. Nel 2026 è arrivato anche Snorri Snorkling VR – The New Adventure, che porta la realtà virtuale direttamente in acqua attraverso un’esperienza immersiva a 360 gradi.
Nørd Havn racconta il futuro di Rulantica
Alla fine del 2027 dovrebbe aprire Nørd Havn, una nuova area sviluppata su due livelli. E la parte più significativa è che il protagonista non sarà l’ennesimo acquascivolo da record. Al piano terra è previsto un grande ristorante ispirato all’universo commerciale nordico; sopra arriveranno lettini, ambienti dedicati al relax, un luminoso giardino d’inverno e una zona esterna.
In altre parole: luoghi nei quali non fare necessariamente qualcosa. Una scelta meno spettacolare da fotografare rispetto a un nuovo scivolo, ma forse molto più importante. I grandi resort hanno capito da tempo che il lusso più difficile da vendere non è l’adrenalina: è il tempo trascorso bene senza avere necessariamente qualcosa da fare. Rulantica sta imparando questa lingua.
Rust sta provando a diventare la Orlando europea?
Il paragone viene quasi spontaneo, pur con tutte le enormi differenze di scala. Europa-Park non è Walt Disney World e Rust non diventerà Orlando. La logica della destinazione, però, comincia ad assomigliargli: il visitatore non deve più scegliere semplicemente un parco, ma entrare in un ecosistema. Europa-Park durante il giorno, Rulantica il giorno successivo, una notte nel Far West, una cena particolare, un hotel tematizzato, un’esperienza in realtà virtuale e magari un’altra giornata nel parco perché, nel frattempo, non si è riusciti a fare tutto.
È qui che la strategia appare particolarmente intelligente. Europa-Park non cerca necessariamente di possedere l’attrazione più estrema d’Europa. Sta cercando di diventare il posto dal quale hai sempre meno motivi per andare via.
Il rischio è diventare troppo grande per la propria magia
Naturalmente esiste anche il rovescio della medaglia. La crescita continua può trasformarsi facilmente in bulimia: più camere, più ristoranti, più esperienze, più aree, più prodotti premium. A un certo punto il confine tra un mondo capace di sorprendere e una macchina progettata per monetizzare ogni ora della giornata diventa sottile.
Europa-Park dovrà fare attenzione soprattutto a questo. Una parte del suo fascino è sempre derivata da una certa eccentricità familiare, quasi artigianale: attrazioni strane, idee che in una gigantesca multinazionale avrebbero probabilmente dovuto attraversare venti riunioni prima di essere approvate, rappresentazioni dell’Europa talvolta meravigliosamente stereotipate. Crescere senza perdere quella personalità sarà probabilmente la sfida più difficile dei prossimi dieci anni. Perché un resort gigantesco può essere impressionante, ma non necessariamente memorabile.
Un parco che non vuole essere più soltanto un parco
La vera novità del 2026, alla fine, non è Silver Lake City. Non è Monaco, non è Rulantica e forse non è nemmeno il futuro quartiere spaziale. È il fatto che tutte queste trasformazioni raccontino la stessa storia: Europa-Park vuole occupare una porzione sempre più grande della vacanza dei suoi visitatori.
Silver Lake City prolunga la giornata oltre la chiusura del parco, Rulantica aggiunge un’altra giornata, i ristoranti trasformano la cena in un’esperienza e gli hotel impediscono alla tematizzazione di interrompersi quando si va a dormire. Quando qualcosa appartiene ormai troppo al passato, come Euro-Mir, Europa-Park trova persino il coraggio di sacrificarla.
È una strategia aggressiva, certamente commerciale e per alcuni versi persino spietata. Funziona però perché conserva una qualità che nell’industria dell’intrattenimento è più rara di quanto sembri: la capacità di sorprendere chi pensa di conoscere già il posto.
Nel Far West di Silver Lake City, mentre una birra viene prodotta a pochi minuti da Silver Star e a Rulantica si prepara un nuovo porto nordico, Europa-Park sta già costruendo qualcosa che vedremo soltanto nel 2028: lo spazio. Per un parco nato nel 1975 anche come vetrina delle attrazioni prodotte dalla famiglia Mack, non è esattamente un’evoluzione modesta.
Europa-Park non sembra più interessato a diventare semplicemente più grande. Vuole diventare un posto dal quale, una volta entrati, sia sempre più difficile avere voglia di andare via.











