Elettra Lamborghini prima di Sanremo 2026, la confessione nel Salotto di Domanipress: «L’ascolto delle altre persone per me è necessaria»

Tra la febbre che sale prima di Sanremo 2026 e quella voglia di restare veri, Elettra Lamborghini ha scelto Domanipress per raccontarsi senza filtri prima di essere protagonista del Festival come big con il brano Voilà. Ospite del Salotto di Domanipress, l’artista si è lasciata andare a una confessione che sa di lucidità e leggerezza: il segreto, oggi, è saper ascoltare. Gli altri, certo. Ma anche se stessi.

La confessione: “Ascoltare gli altri è un’attitudine rara e preziosa”

Nel suo incontro con Domanipress, Elettra ha messo al centro una parola che spesso si perde nel rumore: ascolto. Non come posa, ma come pratica quotidiana. Un esercizio che passa anche dai social, dai commenti sinceri, dalle critiche che — quando sono vere — possono diventare perfino utili.

«L’ascolto delle altre persone per me è necessaria. Leggo i commenti sui social, quelli sinceri, e non mi faccio abbattere dalle critiche, quelle vere sono anche costruttive. Mio marito riesce, nonostante tutto, ad essere sempre obbiettivo. Spesso lo sveglio nel cuore della notte per fargli ascoltare delle sonorità…Direi che mi sopporta».

È un’immagine tenera e molto Elettra: la notte, le idee che arrivano all’improvviso, la musica come urgenza. E un complice, accanto, che resta lì — anche quando il mondo dorme — a fare da specchio e da bussola.

Chiudendo gli occhi, dove la porta la musica

Se la musica è un luogo, per Elettra è un posto in cui la vita si colora. Niente pose da diva algida: il suo immaginario è pop, pieno, fisico. Di quelli che ti fanno venire voglia di alzarti e ballare.

«Mi vedo in una discoteca colorata e piena di gente, a ballare su un cubo come una dancing queen oppure su una spiaggia con gli amici, una bella Virgin colada ghiacciata tra le mani e tanta voglia di godermi la vita!».

Ed è qui che la sua energia incontra perfettamente la promessa di Sanremo 2026: portare sul palco un’idea di spettacolo che non chiede permesso, ma accende.

“In Italia siamo o bianco o nero”: l’identità oltre le etichette

Imprenditrice di se stessa, capace di muoversi tra musica, tv, moda e cameo, Elettra non ha mai amato le gabbie. E nel Salotto di Domanipress lo dice chiaramente: il problema non è spaziare, è l’ansia tutta italiana di incasellare.

«Io non mi pongo limiti ma sento il peso del pensiero comune del nostro paese. In Italia siamo o bianco o nero, o sei cantante o sei attrice oppure modella. Si ragiona per categorie rigide. Io non la vedo così perché alla fine una cantante che frequenta la televisione per promuovere il suo album quindi automaticamente diventa anche un personaggio televisivo».

È una dichiarazione che suona come un manifesto: la libertà di essere molte cose, senza doverne chiedere scusa. E forse è proprio questa la vera “confessione” che anticipa Sanremo 2026: scegliere di restare fedeli a una identità in movimento.

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Nel frattempo, la corsa verso Sanremo 2026 continua. Ma Elettra, con Voilà, sembra già avere una certezza: il rumore non la spaventa più. Conta ciò che resta quando abbassi il volume e ascolti davvero.
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